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Ultimo giorno arancione tra shopping e “irresistibili” passeggiate sulla neve


La tregua del maltempo, i Monti Prenestini imbiancati come non mai e la voglia di “libertà”. Domani si torna in zona rossa, dal 7 sembra ormai tutto deciso

La tregua del maltempo ha coinciso oggi con l’ultimo giorno di zona arancione, quella in cui i cittadini hanno potuto riassaporare quel poco di libertà concessa.

Un giorno in cui è stato possibile spostarsi liberamente nel proprio comune senza l’obbligo di portarsi dietro l’autocertificazione (tranne che negli orari del coprifuoco, ovvero dalle ore 22 alle 05). I negozi sono aperti fino alle ore 21, chiusi bar e ristoranti ai quali è però consentito fare servizio di asporto e consegna a domicilio fino alle ore 22. In pochi hanno scelto di riaprire però i battenti per l’asporto, a causa della “crisi del momento e degli alti costi di gestione”.

È tornato però il traffico nelle strade dopo i primi tre giorni del 2021 di apparente quiete. Discrete code ai supermercati e in qualche negozio. Irresistibile il richiamo della neve sui Monti Prenestini, imbiancati come non mai e presi d’assalto da appassionati, sportivi e famiglie anche in barba a qualche divieto. Da domani si tornerà alla zona rossa, poi si attende la decisiojne del Governo.

LE IPOTESI DOPO LA BEFANA

L’ipotesi molto probabile per contrastare la diffusione del virus nel nostro Paese, che è tornato a crescere da tre settimane consecutive, è che tutta Italia sarà zona arancione nel weekend del 9 e 10 gennaio. A quanto si apprende, il Cts sta valutando l’ipotesi emersa dalla riunione di bloccare gli spostamenti tra le Regioni ancora tra il 7 e il 15 gennaio. Oggi la zona arancione scatta con Rt pari o superiore a 1,25, quella rossa a 1,5: potrebbero diventare rispettivamente 1 e 1,25. Dall’11 al 15 ritorna la divisione per fasce e dunque ogni regione seguirà le regole previste dalla fascia in cui si trova, sulla base delle valutazioni dell’Istituto superiore di sanità.L’idea che può cambiare il quadro di chiusure e riaperture l’ha lanciata Dario Franceschini dopo aver ascoltato gli scienziati. Il ministro della Cultura ha proposto la creazione di una quarta fascia di rischio, una «zona bianca» nella quale entrerebbero le regioni con gli indicatori migliori.


LA STORIA DI SUCCESSO
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