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Un nuovo indizio sul ritratto di Giovanni Pierluigi da Palestrina: spunta il nome di un possibile autore

a cura della redazione

Un’opera preziosa, un mistero ancora aperto e una nuova ipotesi che potrebbe riscriverne la storia. Il ritratto di Giovanni Pierluigi da Palestrina, grande compositore rinascimentale a cui è legata la tradizione musicale della città, è appena partito da Palestrina alla volta di Trento. Nel frattempo, si fa strada una possibile attribuzione che potrebbe finalmente svelare l’identità del suo autore.

A fare il punto sulle nuove prospettive di ricerca è stata la professoressa Stefania Maciocie, storica dell’arte dell’Università Sapienza di Roma, protagonista di un’applaudita conferenza presso la Fondazione Giovanni Pierluigi da Palestrina. All’incontro ha preso parte anche il professor Johann Herzog, direttore scientifico della Fondazione.

Un dipinto prezioso tra storia e mistero

Il ritratto è un olio su tavola di piccole dimensioni, appena 20 per 25 centimetri. In alto a destra compaiono il nome dell’effigiato e la data 1566, elementi importanti per collocare storicamente l’opera.

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Proveniente dalla collezione di Evan Gorga, il dipinto è ricomparso dopo anni sul mercato antiquario. Grazie a una complessa trattativa, è successivamente giunto alla sua sede definitiva presso la Fondazione Giovanni Pierluigi da Palestrina.

La ricostruzione della sua storia presenta tuttavia ancora diverse lacune. Non è stata infatti rinvenuta documentazione utile, anche a causa della perdita dell’archivio di Palestrina in seguito a un incendio. Un vuoto documentario che rende particolarmente prezioso il contributo degli studi storico-artistici.

L’ipotesi: il pennello di Girolamo Siciolante da Sermoneta

La novità emersa durante la conferenza riguarda proprio la possibile paternità dell’opera. Secondo la professoressa Maciocie, il ritratto potrebbe essere attribuito a Girolamo Siciolante da Sermoneta, pittore attivo a Palestrina intorno alla metà degli anni Sessanta del Cinquecento.

L’artista realizzò in quegli anni alcuni dipinti per la cappella Colonna nel duomo di Sant’Agapito. Il ritratto di Pierluigi potrebbe inserirsi nello stesso contesto artistico ed essere stato commissionato dal signore di Palestrina, Giulio Cesare Colonna Sciarra.

Si tratta, al momento, di un’ipotesi attributiva che apre nuove prospettive di ricerca e che richiederà ulteriori approfondimenti per trovare eventuali conferme.

Un volto che racconta il suo tempo

A suscitare interesse è anche la scelta iconografica del ritratto. Giovanni Pierluigi è raffigurato di profilo, una soluzione che richiama modelli arcaizzanti, tipici delle serie di effigi dedicate agli uomini illustri.

La scelta si distingue dalla ritrattistica cinquecentesca più diffusa, generalmente caratterizzata da pose frontali o di tre quarti, in sintonia con i canoni estetici della Riforma cattolica.

Anche questo particolare contribuisce a rendere il dipinto un documento di grande interesse, non soltanto per la storia della musica, ma anche per quella dell’arte e della cultura del Cinquecento.

La conferenza alla Fondazione ha dunque aggiunto un tassello importante alla vicenda del ritratto: mentre l’opera lascia Palestrina per raggiungere Trento, la ricerca prosegue, con la possibilità che nuovi studi possano chiarire definitivamente le origini di questa preziosa testimonianza del passato.

Nelle foto: la professoressa Stefania Maciocie con il professor Johann Herzog, direttore scientifico della Fondazione, durante la conferenza a Palestrina.