Un viaggio continuo alla ricerca delle radici di una terra, dei suoi valori e delle sue intime connessioni.

Usca, le unità dimenticate: il Tar condanna la Regione Lazio


Dovevano essere dei baluardi per la lotta al coronavirus ma non sono mai state istituite

“La Regione Lazio non ha mai istituito le Usca, ovvero le Unita’ speciali di continuita’ assistenziale per la gestione domiciliare dei pazienti affetti da Coronavirus, previste dal Decreto legge 14 del 9 marzo 2020 e che dovevano essere realizzate nel giro di 10 giorni. Il Tribunale amministrativo del Lazio ha condannato l’operato della Regione, confermando la validita’ del sistema del doppio binario ideato dal legislatore nazionale, disatteso illegittimamente nel Lazio, che prevedeva l’assistenza dei pazienti Covid in carico alle Usca, gli assistiti non-Covid ai medici di base e ai pediatri di libera scelta”. Cosi’, in una nota, i medici della Confederazione italiana pediatri Cipe del Lazio e dello Snami (Sindacato nazionale autonomo medici italiani).

“In quest’ottica- precisa il Cipe Lazio– il Tar ha accolto il nostro ricorso per l’annullamento dell’ordinanza della Regione Lazio del 17 marzo 2020 (n. Z00009) che istituiva la figura del “referente Covid”, nonche’ attribuiva alla direzione Salute il compito di “valutare” l’eventuale attivazione delle Usca, nonostante quelle Unita’ speciali fossero, appunto, un obbligo di legge” aggiungono i pediatri.
“A differenza delle altre Regioni d’Italia, il Lazio ha fatto gravare sui medici di medicina generale (mmg) e sui pediatri di libera scelta (pls) la cura anche dei pazienti Covid. Tutto questo, mettendoci in condizione di operare senza sicurezza, esponendo tutti gli altri pazienti a rischio epidemiologico derivante dalla gestione di malati con possibile promiscuita’ e sovrapposizione di patologie. E mettendo, peraltro, in grossa difficolta’ anche noi operatori privi di dispositivi di protezione- proseguono i pediatri.
“Inoltre- aggiungono- nella nostra Regione sono state istituite le Uscar, realta’ che tuttavia hanno svolto un ruolo diverso dalle Usca previste a livello nazionale, in quanto destinate alle strutture comunitarie. Ora- concludono i pediatri- il Tar finalmente mette un punto fermo sulla grave inadempienza della Regione Lazioche in questi mesi ha reso fortemente disfunzionale l’assistenza domiciliare verso i pazienti affetti da Coronavirus, nonche’ complicata la continuita’ assistenziale in sicurezza nei confronti di tutti i nostri pazienti sul territorio”.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: