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Valmontone, il sarcofago di Colle Salomone tornerà alla luce


Una nuova vita a distanza di circa dieci anni dal suo ritrovamento

A distanza di circa dieci anni dal suo ritrovamento, cosiddetto sarcofago di Colle Salomone sarà restaurato grazie al finanziamento concesso al Museo di Palazzo Doria Pamphilj ai sensi della Legge Regionale 24/2019, e grazie anche alla larga compartecipazione garantita da fondi comunali di Bilancio. L’intervento sarà condotto dal restauratore Carlo Usai e sarà concluso entro la fine dell’anno.

Sembrava impossibile riuscire a raggiungere questo obiettivo, ma a volte anche le imprese più difficili hanno un lieto fine. Basta crederci!

Palazzo Doria

IL SARCOFAGO

Il sarcofago di Colle Salomone fu rinvenuto nell’omonima contrada nel 2010 e trasferito all’interno del Museo. La fase di sterro e di movimentazione, vista la delicatezza del tufo, ha richiesto tre giorni di lavoro nel corso dei quali il sarcofago è rimasto esposto a differenti condizioni di umidità che hanno provocato l’ampliamento delle fessure preesistenti.
Il manufatto, dotato di coperchio in stato frammentario, presenta dimensioni particolari, (lungh. 200 x largh. 100 x h 130 cm), soprattutto nell’altezza, caratteristiche queste che rendono l’oggetto un esemplare di estremo interesse. Nel corso delle operazioni di scavo, è stato rilevato che il reperto aveva subito una precedente spoliazione. Al suo interno è stato rinvenuto un corredo funerario costituito da uno strigile (restaurato e ricomposto), e da frammenti fittili parzialmente ricomponibili di una presunta placchetta istoriata raffigurante un corteo processionale di fauni. Sono state rinvenute anche resti delle ossa del defunto.


Il numero dei beni risultanti dal registro inventariale corrisponde a circa 200 oggetti, di cui 160 catalogati con schede di catalogo RA e 25 con schede di catalogo NU. In previsione del nuovo allestimento del Museo, una più approfondita disamina del materiale conservato nelle cassette.

Tra questi, di particolare interesse, è una colonnina tortile reimpiegata come soglia di una porta del piano nobile e facente parte, presumibilmente, dell’apparato scultoreo della Chiesa medievale preesistente alla secentesca Collegiata dell’Assunta adiacente al Palazzo.


Riconducibile allo stesso apparato, vi è un frammento di lastra di pluteo o transenna con tracce di decorazione cosmatesca. Sono stati inoltre rinvenuti un pestello con ciotola per colori (con ancora evidenti tracce di pigmento in polvere che andrebbero analizzate per verificare eventuali connessioni con le pitture delle volte), pennelli ed una cesta.