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Valmontone, imbratta un muro a Sant’Anna. Il sindaco: “Ora risarcisca la città”


Un video amatoriale fa il giro dei social e arriva nelle stanze del Comune. Scoppia la polemica

Un video consegnato alla redazione di Monti Prenestini fa velocemente il giro dei social e arriva nelle stanze del Comune scatenando una polemica senza fine. Le immagini ritraggono un signore di una certa età con un vistoso pantalone arancione e una maglia verde intento a scrivere la parola “Dementi” sulla parete della palestra di Sant’Anna, alla Città dello sport.

Un gesto “incivile” condannato dalle più alte cariche istituzionali, compiuto in pieno giorno, probabilmente approfittando del fatto che l’area è chiusa al traffico per i lavori in corso alla rotatoria di via Casilina. Ciò che renderebbe tutto paradossale l’episodio però è che, stando a quanto denunciato dallo stesso sindaco Alberto Latini sul proprio profilo Facebook e da alcuni rappresentanti del Movimento Cinque Stelle, il personaggio in questione sarebbe un ex amministratore comunale della città.

“Non so e non mi interessa sapere a chi fosse rivolta tale parola, ciò che trovo inaccettabile è che un uomo delle istituzioni, ex assessore comunale e attuale presidente dell’Università agraria di Valmontone, scenda alla stregua di quei vandali che, come Amministrazione comunale, cerchiamo di combattere da sempre perché, con i loro gesti sconsiderati, danneggiano e deturpano il patrimonio pubblico – scrive sul proprio profilo Facebook il sindaco Alberto Latini. Come sindaco di Valmontone attiverò tutte le procedure affinché questo signore risarcisca la comunità di Valmontone del danno arrecato senza contare che il codice penale stabilisce pene e sanzioni, per i quali si procede d’ufficio, nei confronti di chi imbratta beni immobili”.

Il codice penale stabilisce che chi imbratta beni immobili o mezzi di trasporto pubblici o privati rischia la reclusione da 1 a 6 mesi o la multa da 300 a 1.000 euro. Se però si tratta di cose di interesse storico o artistico la pena sale e si applica la reclusione da tre mesi a un anno e della multa da 1.000 a 3.000 euro (fonte:Laleggepertutti.it).

Insomma non proprio uno “scherzetto”. Ora si attendono ulteriori sviluppi, in attesa di chiarire come siano andati effettivamente i fatti.

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