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Ospedale di Palestrina, “tour” in carrozzina tra stanze e servizi. Ecco come è andata

Guardare il mondo da un’altezza di 1 metro e 20, quella di una carrozzina, cambia totalmente la visione delle cose e non è solo per la difficoltà di adattamento al mezzo meccanico ma anche e soprattutto per l’ambiente che ci circonda. Seduto su una sedie a rotelle oggi il commissario straordinario dell’Asl Roma 5, Giuseppe Quintavalle ha accettato la sfida lanciata da Franco Cerquetani, consigliere comunale di Gallicano nel Lazio affetto da una disabilità motoria (LEGGI ANCHE QUI).

Un tour tra i reparti del nosocomio Coniugi Bernardini, tra ala vecchia e nuova, per capire come un disabile accede oggi ai servizi sanitari locali e quali difficoltà incontra. Partenza fissata all’ingresso del “vecchio ospedale”, dove manca una pedana di accesso per i disabili, il primo ostacolo di una lunga serie riscontrata all’interno dell’edificio dove alcune porte, ingressi, strettoie, servizi di chiamata e arredi delle stanze non risultano a norma. Poi ci sono i casi di “piccoli vandalismi”, come quello registrato in un bagno dove manca per cause “ignote” una doccetta regolarmente installata.

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Si tratta alla fine di piccoli accorgimenti, ma che agevolerebbero di molto l’accesso ai servizi in carrozzina.
Oggi in Italia quasi due strutture sanitarie su tre non hanno un percorso prioritario per i pazienti con disabilità che devono fruire di prestazioni ospedaliere e oltre il 78% degli ospedali non prevede spazi adatti di assistenza per le persone con disabilità intellettiva, motoria e sensoriale.
In sostanza, l’attesa al pronto soccorso, un esame invasivo per diagnosticare una malattia, la degenza in reparto, situazioni che rappresentano disagi per qualsiasi paziente, si trasformano in un vero e proprio ostacolo per chi vive in una condizione di fragilità.

L’Asl Roma 5 ha recuperato negli ultimi mesi 14 progetti per la riqualificazione degli spazi e l’adeguamento normativo di tutte le strutture. «È un primo passo di attenzione, ma occorre molto lavoro – ha detto il commissario straordinario Giuseppe Quintavalle. A partire dai controlli, perché un’Asl paga molti servizi come quelli ad esempio della cura e delle manutenzioni che poi non vengono portati a termine oppure vengono eseguiti male. Un’iniziativa del genere ci aiuta a verificare da vicino la qualità dei servizi ma ci permette di metterci nei panni di un disabile, delle difficoltà che incontra ogni giorno anche nelle semplici cose, come prendere un caffè. Per questo voglio ringraziare Franco Cerquetani per questo piacevole tour, che ha avuto il merito di sensibilizzare il territorio su un tema di fondamentale importanza».

«È un’iniziativa unica sul territorio che mi auguro possa ripetersi anche in altre strutture dell’Asl – ha spiegato Franco Cerquetani. Ho apprezzato molto il coraggio del commissario, rispondendo con grande disponibilità a questa sfida che si è dimostrata alla fine una grande lezione culturale che dovrebbe essere appresa e ripetuta anche dai Sindaci e altri amministratori pubblici del territorio”.

All’iniziativa hanno partecipato anche diversi amministratori locali, tra cui il sindaco di Labico Danilo Giovannoli, il personale medico della struttura e professionisti del mondo della sanità.

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