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La nuova “Rinascita” si presenta a Palestrina: Bettini, Ingroia e Lena a confronto sul futuro della sinistra

di Carmine Seta

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In un tempo dominato dalla velocità dell’informazione, dalla semplificazione del dibattito pubblico e dalla difficoltà della politica di elaborare una visione di lungo periodo, tornare a pensare diventa una scelta controcorrente. È da questa esigenza che nasce la nuova Rinascita, la rivista che ambisce a riaprire uno spazio di riflessione critica sulla società e sul futuro della sinistra, recuperando il valore delle idee, della memoria storica e del confronto.

Un ritorno al passato non per riproporre schemi superati, ma per individuare, nelle esperienze e nelle contraddizioni della storia, le chiavi per interpretare il presente e immaginare il futuro. È questo il filo conduttore della presentazione che si è svolta mercoledì 21 ottobre alla Biblioteca Fantoniana di Palestrina, con Goffredo Bettini, Antonio Ingroia e Rodolfo Lena, promotore dell’iniziativa.

Al centro della serata, la necessità di ricostruire un pensiero progressista capace di confrontarsi con le trasformazioni della società, superare gli errori del passato e ritrovare una prospettiva politica riconoscibile. Un percorso che chiama in causa l’identità della sinistra, la costruzione del campo largo, le disuguaglianze sociali, la difesa della sanità pubblica e il tema della pace.

«Un ritorno al passato per ricostruire il futuro»: nelle parole di Bettini, il senso di un progetto editoriale che vuole sottrarsi alla logica del consumo immediato delle notizie per restituire centralità all’approfondimento, alla cultura politica e alla capacità di immaginare una società diversa.

 

Bettini: «Rinascita è un lusso, un esperimento controcorrente»

Nel suo intervento, Goffredo Bettini ha sottolineato il valore di un progetto editoriale che sceglie di investire sul tempo della lettura e della riflessione, in un contesto dominato da notizie consumate e rapidamente dimenticate.

«Rinascita è un lusso oggi, un esperimento controcorrente», è il senso del suo ragionamento. Pubblicare una rivista significa infatti provare a produrre contenuti che non si esauriscano nella circolazione veloce della rete, ma che offrano approfondimenti, interpretazioni e occasioni di confronto. Un lavoro che, nelle intenzioni dei promotori, non vuole limitarsi a raccontare l’attualità, ma contribuire a costruire una battaglia culturale e politica.

La rivista si propone così come uno spazio di elaborazione per una sinistra critica, capace di interrogarsi sulle trasformazioni della società e di affrontare le contraddizioni del presente. Una casa aperta ai giovani, ma anche a tutte le persone che sentono l’esigenza di sottrarsi al consumo frenetico delle informazioni e di recuperare una maggiore consapevolezza dei processi politici e sociali.

Bettini ha insistito sulla necessità di ricostruire un luogo di intelligenza collettiva, nel quale le idee possano essere discusse senza cedere alla semplificazione. Un percorso che parte da lontano, dalle esperienze storiche della sinistra italiana, ma che guarda alle sfide di oggi.

Nel corso dell’incontro è tornato anche sul concetto di campo largo, richiamando l’esperienza politica maturata a Roma e il percorso che contribuì a porre le basi per la nascita dell’Ulivo. Il riferimento a quella stagione è servito a rilanciare il tema dell’unità delle forze progressiste, nella convinzione che la costruzione di un’alternativa politica richieda capacità di dialogo, visione e un progetto condiviso.

Sul fronte politico, Bettini ha osservato come la destra, pur mostrando segnali di flessione, non sia in una fase di crollo. Una delle ragioni della sua capacità di consenso risiederebbe nell’aver saputo intercettare una domanda diffusa di sicurezza e protezione, sintetizzata nell’idea: «Io ti proteggo».

Una proposta che, secondo la riflessione emersa durante il dibattito, il campo progressista deve saper affrontare costruendo risposte credibili alle paure e alle difficoltà delle persone, senza rinunciare ai propri valori.

 

Ingroia: «Dobbiamo tornare sui libri per costruire il futuro»

L’intervento di Antonio Ingroia ha posto l’accento sul valore della lettura e del pensiero critico in una società che sembra aver smarrito il tempo necessario per comprendere gli avvenimenti.

La rinascita di Rinascita, ha evidenziato, rappresenta un invito a fermarsi e a riflettere. In un mondo in cui una notizia viene rapidamente sostituita da un’altra, il rischio è quello di assistere agli eventi senza riuscire a interpretarli, lasciandosi trascinare da un flusso continuo di informazioni.

Antonio Ingroia

Da qui l’appello a recuperare il rapporto con i libri, con lo studio e con la profondità dell’analisi: «Dobbiamo tornare sui libri». Un’esortazione che assume anche un significato politico, perché, nella prospettiva di Ingroia, non può esserci una vera rinascita della sinistra senza un lavoro di ricostruzione culturale e ideale.

Fare tesoro degli errori del passato, riconoscere le scelte che non hanno funzionato e ripartire da una riflessione seria sul presente sono passaggi indispensabili per costruire il futuro. Il rischio, altrimenti, è quello di finire sullo stesso terreno della destra, adottandone linguaggi e schemi senza riuscire a proporre una visione realmente alternativa.

In questo quadro, Rinascita vuole essere uno spazio nel quale elaborare idee per una società diversa, restituendo centralità alla partecipazione e alla responsabilità dei cittadini.

Un’impresa coraggiosa, dunque, che punta a coinvolgere chi sente il bisogno di approfondire, discutere e comprendere. Perché vivere pienamente la cittadinanza significa anche saper leggere il passato, interpretare il presente e contribuire consapevolmente alla costruzione di un mondo migliore.

 

Rodolfo Lena: «La disuguaglianza si vede soprattutto nella sanità»

Accanto alla riflessione culturale e politica, la serata ha offerto spazio anche alle questioni concrete che attraversano la vita quotidiana dei cittadini. A partire dalla sanità pubblica, tema centrale dell’attività di Rodolfo Lena in Consiglio regionale del Lazio.

 

 

Il consigliere ha richiamato l’attenzione sulle difficoltà del sistema sanitario e sulle conseguenze che le scelte politiche e gli investimenti possono produrre per le famiglie. Al centro della sua denuncia, il progressivo indebolimento della sanità pubblica, mentre cresce il ricorso alle strutture private.

Il problema, ha sottolineato Lena, riguarda soprattutto l’accessibilità alle cure: milioni di famiglie si trovano in difficoltà nel sostenere le spese sanitarie o nell’ottenere tempestivamente le prestazioni di cui hanno bisogno. In questo scenario, l’aumento degli investimenti verso il privato rischia di accentuare le differenze tra chi può permettersi di pagare e chi, invece, è costretto a rinunciare o rimandare visite ed esami.

La sanità diventa così uno degli ambiti nei quali le disuguaglianze sociali si manifestano con maggiore evidenza. Il diritto alla salute, principio fondamentale del sistema pubblico, rischia di essere condizionato sempre più dalle disponibilità economiche individuali.

È una questione che, nella riflessione di Lena, richiama direttamente la necessità di difendere i servizi pubblici e di garantire risposte adeguate ai bisogni dei cittadini, senza lasciare che il ricorso al privato diventi l’unica alternativa alle carenze del sistema.

 

 

Una rivista per riaprire il confronto

La presentazione di Rinascita a Palestrina ha messo insieme memoria e prospettiva, cultura e politica, grandi scenari nazionali e problemi concreti dei territori. Il filo comune è la ricerca di strumenti per comprendere una realtà complessa, in un tempo in cui la velocità rischia di prevalere sulla profondità e il dibattito pubblico sulla riflessione.

Il progetto editoriale si propone di contribuire a unire, rinnovare e rafforzare il campo progressista, ma anche di offrire uno spazio di confronto a chi avverte la necessità di superare le semplificazioni e tornare a interrogarsi sulle grandi questioni collettive.

Dalla pace alla sanità, dalle disuguaglianze al ruolo della sinistra, il messaggio emerso dalla Biblioteca Fantoniana è che il futuro non possa essere costruito senza un confronto autentico con il passato e senza la capacità di elaborare nuove risposte.

La sfida di Rinascita parte proprio da qui: restituire valore alle idee, al pensiero critico e alla partecipazione, nella convinzione che una società più consapevole abbia bisogno non soltanto di informazioni, ma anche di luoghi in cui comprenderle e discuterle. Perché ricostruire il futuro significa, prima di tutto, ritrovare il tempo per pensarlo.