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Cesanese Olevano

Alle radici del Cesanese di Olevano Romano


“Biotipi autoctoni della viticoltura nei territori di Olevano R., Genazzano, San Vito R.”

Venerdì 12 Febbraio 2021 alle ore 17.00 si terrà la presentazione del progetto “Alle radici del Cesanese di Olevano Romano”. Per ovvi motivi sanitari legati all’emergenza da covid- 19, l’evento si terrà in diretta facebook sulla pagina “Strada del Vino Cesanese” affinché tutti possano partecipare.

Nello specifico si presenterà la prima ricerca genetica a tappeto che riguarda i vitigni autoctoni dei territori di Olevano Romano, Genazzano, San Vito Romano, con particolare riferimento al più famoso vitigno a bacca rossa del Lazio: il Cesanese.
Il progetto è interamente finanziato dal Gal Terre di Pre.Gio, – sotto cui ricadono i territori dei comuni interessati – attraverso la misura 19.2.1 7.6.1 che ha per scopo “Studi e investimenti finalizzati alla tutela ambientale e alla conservazione della biodiversità”.

Ad oggi”, come si legge nella relazione tecnica del progetto di cui è capofila il Comune di Olevano Romano, “non esiste uno studio approfondito e dettagliato sul patrimonio della biodiversità viticola dell’area” (un territorio dove la coltivazione della vite risale a tempi antichi, secoli di storia e di pratiche agricole che hanno verosimilmente plasmato la selezione di biotipi autoctoni).

In un momento come quello attuale, che vede da un lato l’interesse per i vini da vitigni autoctoni da parte di un pubblico sempre più mondiale e dall’altra le esigenze di un numero crescente di viticoltori che sono chiamati a dare risposte a questa richiesta, non esiste materiale viticolo che rispecchi la biodiversità nei territori dei suddetti comuni.

Lo studio che qui si presenta per la prima volta intende colmare questa mancanza, ma la biodiversità è fragile, la sua dispersione sempre in agguato. E’ sufficiente che un vecchio viticoltore muoia ed ecco che spesso il suo vigneto con piante di 50, 80, 100 anni può facilmente essere abbandonato, le viti estirpate e in un attimo la loro secolare, preziosa biodiversità perduta per sempre.

Questo è l’assunto e nello stesso tempo la sfida che sta alla base della ricerca: la biodiversità come patrimonio di tutti, che un territorio e i suoi abitanti per primi sono chiamati a riconoscere, salvare dalla cancellazione e valorizzare.
Lo studio, che ha avuto inizio la scorsa estate – con tutte le difficoltà imposte dalla pandemia – durerà tre anni. Tre anni di analisi genetiche, di indagini sul campo, di selezione di piante, di viti singole, veri e propri monumenti naturali, spesso ormai relegati in un fazzoletto di terra, patriarchi che custodiscono segreti genetici da catalogare, segnare sulle mappe, interrogare con gli strumenti della scienza e della genetica.

I protagonisti di questa affascinante avventura – oltre ai Comuni che hanno promosso lo studio – sono prima di tutto i viticoltori, a volte anziani o anche molto anziani, con i figli e i nipoti che continuano con passione l’affascinante lavoro della vigna e del vino e poi ancora l’Arsial, Agenzia regionale del Lazio dedicata all’agricoltura, che è partner scientifico del progetto, il Crea di Conegliano, l’ente governativo per la viticoltura che si occupa dell’analisi ampelografica, virologica e genetica della ricerca, la sua sede Crea di Velletri che coordina, dirige il progetto e si occupa della parte enologica, e infine la Strada del vino Terre del Cesanese di Olevano Romano che curerà gli aspetti divulgativi ed editoriali del progetto.

Interverranno all’evento del 12 Febbraio…

Per i Comuni:
Umberto Quaresima, sindaco di Olevano Romano;

Alessandro Cefaro, sindaco di Genazzano;
MaurizioPasquali, sindaco di San Vito Romano

Per il Gal Terre di Pre.Gio:
Angelo Lupi, presidente Gal Terre di Pre.Gio.

Per Arsial:
Giovanni Pica, Arsial, Qualità delle produzioni

Per il Comune di Olevano Romano:
Letizia Rocchi, responsabile del progetto per conto dei Comuni.

dott. Alberto Ciolli, direttore tecnico del progetto.

Per il Crea:

  • –  Riccardo Velasco- direttore Crea Viticoltura ed Enologia.
  • –  DomenicoTiberi coordinatore del progetto. Cura gli aspetti relativi rilievi in vigna e delle analisi chimico-fisiche sulle uve e sui vini; CREA Viticoltura Enologia sede di Velletri.
  • –  Paolo Pietromarchi responsabile tecnico delle attività di campo e di cantina. Si occupa delle prove di vinificazione e di analisi sensoriale dei vini; CREA Viticoltura Enologia sede di Velletri.
  • –  Mirella Giust responsabile per gli aspetti ampelografici e fillometrici. Cura gli aspetti relativi a descrivere, caratterizzare e valutare i biotipi/genotipi isolati. Per i genotipi risultati meritevoli, predisporrà i dossier per l’iscrizione (omologazione) al Registro Nazionale delle Uve da Vino. CREA Viticoltura Enologia sede di Conegliano.
  • –  Daniele Migliaro responsabile scientifico in ambito genetico. Si occupa delle analisi genetiche volte all’individuazione e catalogazione dei biotipi oggetto di studio. CREA Viticoltura Enologia sede di Conegliano
  • –  Elisa Angelini responsabile scientifico dell’aspetto virologico, si occupa degli accertamenti volti a verificare l’eventuale presenza di virus sui biotipi individuati ed eventuali risanamenti. CREA Viticoltura Enologia sede di Conegliano.

Per i Viticoltori:

  • –  Marco Antonelli, viticoltore
  • –  Fernando Proietti, viticoltore

Coordina i lavori, Piero Riccardi, presidente della Strada del vino Terre del Cesanese di Olevano Romano. Vi aspettiamo numerosi, il 12 Febbraio alle ore 17.00, in diretta facebook sulla pagina “Strada del Vino Cesanese” per scoprire insieme i primi sviluppi di questo affascinante progetto.

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