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Ama: “Il pendolarismo dei rifiuti esiste: beccate 970 persone dall’inizio dell’anno”


Fino ad oggi nel 2019 sono state complessivamente 183 le operazioni mirate di presidio effettuate dal personale Ama per contrastare questo fenomeno

Le affermazioni della sindaca Virginia Raggi sul cosiddetto fenomeno del pendolarismo dei rifiuti di dieci giorni fa in aula avevano fatto sobbalzare sindaci e cittadini accorsi dalla provincia per protestare contro l’ipotesi di una proroga della discarica di Colleferro.

Ora arriva Ama a mettersi dalla parte della sindaca e con numeri alla mano dimostra che il fenomeno esiste eccome. Da gennaio l’azienda, attraverso il suo nucleo di agenti accertatori, ha elevato quasi 1.000 sanzioni (per la precisione 970) a cittadini che hanno abbandonato sacchetti di immondizia o altri materiali presso le batterie di cassonetti stradali in prossimita’ delle cosiddette “terre di confine” ovvero quelle aree del territorio capitolino confinanti con i comuni limitrofi.

Fino ad oggi nel 2019 sono state complessivamente 183 le operazioni mirate di presidio effettuate dal personale Ama per contrastare questo fenomeno che, oltre a deturpare il decoro, rappresenta un ulteriore aggravio per il lavoro dell’azienda sul territorio. I siti attenzionati sono stati 20, in particolare a ridosso del GRA e delle grandi arterie stradali che collegano Roma con il resto della Regione (Municipi VI, VII, VIII, XI, XII, XIII, XIV e XV).

Molte delle sanzioni elevate hanno riguardato cittadini residenti fuori dal Comune di Roma. E’ stato rilevato, infatti, che troppo spesso i residenti di questi comuni, serviti attraverso il “porta a porta”, gettano i propri rifiuti all’interno o nei pressi delle postazioni Ama invece di conferirli correttamente nel loro territorio.

Questi comportamenti scorretti e incivili avvengono nella maggioranza dei casi in modo repentino pertanto, quando e’ possibile, la contestazione al trasgressore dell’illecito viene effettuata immediatamente, altrimenti gli ispettori aziendali, che operano sempre in coppia, annotano le targhe delle automobili, controllano dove vengono depositati i sacchetti e ne verificano immediatamente il contenuto. Nel caso in cui vengano riscontrati comportamenti corretti, i dati base annotati vengono subito depennati. In caso contrario, gli agenti redigono un verbale che viene poi trasmesso, per la notifica a domicilio, alla Polizia Municipale con cui AMA collabora in maniera sempre piu’ assidua.
L’azienda stima che ogni anno vengono raccolte almeno 10.000 tonnellate di rifiuti abbandonati intorno ai cassonetti nelle “terre di confine”, con un costo complessivo (per la gestione e lo smaltimento) di oltre 2 milioni di euro.

“Certi furbetti, residenti nei comuni al confine con Roma, non rispettano le regole e buttano i loro rifiuti nei cassonetti della nostra citta’. Viaggiano con i sacchi pieni di spazzatura in macchina per poi gettarli in modo incontrollato. Sono dei veri e propri zozzoni pendolari”. Lo ha scritto il sindaco di Roma, Virginia Raggi, in un post su Facebook, includendo un video di una persona fermata da una vigilessa dopo aver gettato i propri rifiuti in un cassonetto.
“Nelle immagini che vi mostro – spiega la Raggi nel post – potete vedere una signora, proveniente da Guidonia, fermata dagli agenti del NAD (Nucleo Ambiente e Decoro) della Polizia di Roma Capitale perche’ buttava la spazzatura di casa in alcuni cassonetti su via Appia, nel quadrante Sud-Est di Roma. Abbiamo disposto un aumento dei controlli sulle vie consolari ed il dato registrato dimostra che il cosiddetto ‘pendolarismo dei rifiuti‘ e’ un fenomeno diffuso”.

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