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Come cambiano Colleferro e il territorio

Dopo i primi annunci emergono anche i dettagli dell’operazione di riconversione industriale nell’area sud di Colleferro a ridosso dei Monti Prenestini e dell’area del Cesanese.


Colleferro ha davanti a sé la prospettiva di qualificarsi come ecodistretto dei rifiuti regionali, a livello pubblico e privato – compound industriale, Italcementi, discarica, consorzio Minerva – e come polo logistico dell’Italia centrale con una infrastruttura pesante – cantiere Vailog.


 Il compound industriale è il progetto con il quale la Regione Lazio intende riconvertire gli inceneritori per trattare entro il 2022 almeno 500 mila tonnellate l’anno di rifiuti indifferenziati di Roma e provincia, nonché del livello regionale (DGR n. 614 del 26.10.2018).
L’obiettivo è il recupero di materia e di energia da rifiuti provenienti dai TMB (trattamento meccanico biologico), finalizzato alla produzione di biometano e CSS /MPS (combustile solido secondario e materie prime seconde).
Si tratta di una sorta di TMB, con un digestore anaerobico e una discarica.
Per il polo logistico Vailog inizia invece lo sbancamento di via Palianese. Colle Rampo sparisce per creare un’area di espansione edilizia, come non si era mai vista prima, per lasciare spazio a “capannoni, strade, piazzali.
Il polo logistico si espande per circa 51 ettari con un parcheggio per 781 auto, 14 bus, 143 camion, con un’area per la sosta contemporanea di 26 TIR!


Il progetto se da un lato raccoglie l’apprezzamento dell’economia e degli imprenditori locali, dall’altra provoca una dura presa di posizione del comitato residenti dell’area Palianese e degli ambientalisti.


“Molti credono che Amazon e Leroy Merlin, i primi collosi che entreranno con Vailog a Colleferro, siano una opportunità per le imprese e per l’occupazione – si legge in una nota stampa – altri sono disposti a barattare la salute di tutti in cambio di un lavoro; altri ancora sono rimasti in silenzio piuttosto che contestare un progetto insostenibile per la valle del Sacco! L’obiezione a questo tipo di progetto sta nella dimensione dell’intervento e nel processo di trasformazione e mercificazione del territorio. Davvero la contropartita sono i posti di lavoro? E tutte le attività commerciali della zona che fine faranno?”

Il Comitato ha segnalato per ragioni di sicurezza e di salute dei residenti e dei lavoratori al cantiere e ai Comuni di Colleferro e Paliano il disagio degli abitanti. Ha risposto solo la Regione, comunicandoci che spetta all’Amministrazione colleferrina tutelare il benessere dei suoi cittadini.