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Ancora aria irrespirabile a Colonna e San Cesareo. Il sindaco Giuliani scrive ad Arpa Lazio


In una lunga missiva al dott. Lupo lo sfogo del sindaco di Colonna: “i Colonnesi, i cittadini nostri confinanti chiedono giustizia, una giustizia certa, decisa, veloce ed inesorabile”

Prosegue lo stato di allarme a Colonna, San Cesareo e comuni limitrofi per il persistere di fumi e odore acre nell’aria. Nonostante le proteste di cittadini, e le sollecitazioni dei sindaci su più fronti, la situazione non migliora. Pubblichiamo integralmente la lettera inviata in data 28 agosto 2020 dal sindaco di Colonna Fausto Giuliani al direttore di Arpa Lazio.

“Gent.mo Dottor Lupo, la situazione igienico sanitaria nel mio Comune si sta notevolmente aggravando a causa della ripresa dell’attività lavorativa nei siti industriali dei Comuni vicini e confinanti con Colonna, in particolare San Cesareo, dove è presente un’industria di lavorazione del bitume che crea notevoli disagi alla respirazione per i cittadini residenti in una vasta zona dei Castelli Romani e Prenestini; sul comune di Montecompatri poi tali industrie sono più di una.

La mia situazione di primo cittadino del Comune di Colonna, piccolo centro dove non sussistono insediamenti di tal genere ma che subisce più di tutti tali effetti trovandosi tra i due comuni succitati, è quella di non avere strumenti a sufficienza per individuare in concreto le cause e gli effetti nocivi di tali emissioni inquinanti. Ma il mio semplice apparato olfattivo, come del resto quello di tutta la popolazione colonnese, e mi limito a prendere in considerazione soltanto il mio territorio, mi porta, ci porta, sempre a puntare il dito nei confronti degli stessi presumibili nuclei inquinanti; per il momento purtroppo le nostre tante denunce, la nostra raccolta di firme – il sottoscritto esattamente un anno fa ne ha raccolte più di 500 – non hanno sortito effetto, non hanno ancora portato a nessuna conclusione di indagine.

La situazione non è più sostenibile, mi creda; la nostra zona è continuamente vittima di un’attività lavorativa che tutti noi stentiamo a riconoscere lecita.

Mi rivolgo a Lei, carissimo Direttore, che tanto gentilmente ha installato la centralina di rilevazione per quasi due mesi fino al 3 agosto scorso, iniziando anche un protocollo sperimentale mai attivato in precedenza, per sollecitarla, per quanto possibile, nel far concludere al più presto gli esami relativi ai dati rilevati nel periodo. Soltanto così, e lo spero vivamente, le autorità preposte potranno avere a disposizione tutti gli elementi per dichiarare quanto il nostro naso, la nostra gola ed i nostri occhi stanno implorando da tempo: Colonna, i Colonnesi, i cittadini nostri confinanti chiedono giustizia, una giustizia certa, decisa, veloce ed inesorabile. Soltanto così noi tutti potremo tornare a riappropriarci dell’aria dei Castelli Romani così tanto decantata negli anni passati. La ringrazio per l’attenzione, mi scuso per lo sfogo e le auguro un buon lavoro”.

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