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Apre la “Stanza dei sogni”. Così a Labico si abbattono le diversità


Il sindaco: “Una stanza dedicata ai bambini meno fortunati affinché anche loro possano sognare in grande

Le persone con autismo e problemi intellettivi, al pari di qualsiasi individuo, sono prima di tutto “persone”: sono bambini e ragazzi bisognosi come tutti gli altri di relazioni e stimoli positivi per crescere e vivere una vita serena. La stanza dei sogni di Labico nasce dalla volontà di un’intera comunità di rispondere a questi bisogni, un luogo di accoglienza, non per curare una malattia, ma per vivere percorsi di crescita educativi e riabilitativi, per sperimentare autonomie, un luogo di ricerca, di formazione e di studio. 

Questa mattina il sogno si è realizzato, la stanza ha aperto le sue porte a tutti alla presenza del sindaco del Comune di Labico Danilo Giovannoli, del vicepresidente della Regione Lazio Daniele Leodori, degli insegnanti e dei bambini della scuola Maestra Iole, che ospita questo piccolo spazio di cultura dove la diversità è un valore di vita.

L’idea è nata nel 2017 dall’intuizione di due mamme genitori di due bambini con problemi intellettivi. Da allora, grazie anche alla disponibilità offerta dall’assessore alla Pubblica Istruzione Augusta Morini, alla collaborazione di tante associazioni e imprenditori che hanno prestato la propria opera, a Labico si è accesa una vera e propria macchina della solidarietà. Dalla vendita di centinaia di calendari realizzati dalle associazioni sono stati raccolti i fondi per le opere, il volontariato e la fornitura di materiale da parte delle ditte hanno fatto il resto. Il risultato è una stanza colorata, accogliente, con i migliori confort e strumenti per accogliere questi bambini portatori di handicap che hanno avviato con i loro insegnanti un percorso di riabilitazione.

“Una stanza dedicata ai bambini meno fortunati affinché anche loro possano sognare in grande, affinché nessuno sia lasciato indietro – così il sindaco Giovannoli ha presentato stamane questa iniziativa. Una stanza dove c’è il cuore di tanti concittadini che hanno voluto dare il proprio contributo, la propria opera, per un sogno comune: abbattere le differenze. Una piccola grande opera – aggiunge il sindaco – perché è dal valore che mettiamo nelle cose che nascono le cose migliori”.

Il taglio del nastro è stato preceduto da un canto di accoglienza dei bambini della scuola Maestra Iole e da un dibattito aperto sul tema della disabilità. All’evento ha voluto portare un saluto anche il vicepresidente Leodori, che si è complimentato a nome di tutto il Consiglio regionale per la straordinaria iniziativa messa in campo.

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