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Castel San Pietro Romano borgo più bello, l’intervista al sindaco e il video della storica giornata

Castel San Pietro Romano borgo più bello, l’intervista al sindaco e il video della storica giornata

Conta meno di mille abitanti ed è stato premiato come borgo più bello del Mediterraneo. È il comune di Castel San Pietro Romano, a ridosso dei Monti Prenestini. Il sindaco Gianpaolo Nardi sabato 19 ottobre ha ritirato il premio a Cisternino, in provincia di Brindisi, durante la VII edizione della Conferenza Internazionale dei Borghi più belli del Mediterraneo, organizzata dal Comune di Cisternino in collaborazione con l’Associazione de “I Borghi più belli d’Italia”, la Regione Puglia e il Politecnico di Bari. La manifestazione, che gode di numerosi patrocini, costituisce un importante appuntamento di discussione e confronto rispetto alle tematiche che legano i “Borghi più belli” dei Paesi bagnati dal Mediterraneo, tutti accomunati dalla loro storia, fatta di diverse dominazioni nel corso dei secoli che li hanno influenzati nell’arte, nelle religioni, nella cultura e nelle tradizioni.

Il prestigioso riconoscimento per il comune di Castel San Pietro Romano arriva dopo l’inserimento due anni fa proprio nel club dei “Borghi più Belli d’Italia”, e il premio come una delle “100 mete d’Italia”. Il Comune ha ricevuto da parte della Lega Ambiente anche il premio “Comune Riciclone del Lazio”.

La giuria formata da eminenti personalità del mondo accademico internazionale, tra cui figurano professori e rettori del Politecnico di Milano, Torino, Bari, Tokyo e del Qatar, hanno voluto premiare Castel San Pietro Romano in particolare per l’opera di valorizzazione e riqualificazione del centro storico, illustrata nella relazione presentata dal sindaco Gianpaolo Nardi – trentunenne al secondo mandato – e dal consigliere delegato al Turismo, Dario Fiorentini. La conservazione del borgo con i suoi elementi naturali di pietra e aree verdi, unita agli importanti interventi di riqualificazione urbanistica, tra tutti il nuovo parco giochi di via Vittorio Veneto e l’anfiteatro di Ponente, sono state le carte vincenti in sede di valutazione.

Per la cronaca al secondo posto si è classificato il Comune di Arrone e al terzo Castiglione di Sicilia.

Sindaco quanto è importante questo riconoscimento per la vostra comunità?

Il premio è importantissimo, perché a differenza del “certificato” dei borghi più belli d’Italia, questo è un vero e proprio premio di merito. Un concorso all’interno della conferenza internazionale dei borghi più belli del Mediterraneo con un organo di valutazione di caratura internazionale composto da rettori e professori delle università di Tokio, Qatar e altri atenei italiani. È stata una scommessa che non pensavamo di vincere.

Quali sono state le azioni di riqualificazione più importanti?

Il restauro totale del centro storico, l’importante investimento in via  Vittorio Veneto con il parco giochi e il sottostante anfiteatro del Belvedere di Ponente. Abbiamo raccontato queste azioni che ci hanno permesso di cambiare il paese negli ultimi tre anni con descrizione fotografica e video.

Il riconoscimento non è il primo, anche se è il più importante. Quando è partito questo percorso di rivalutazione del borgo?

Nel 2015 quando abbiamo provato a entrare nel club dei “Borghi più belli d’Italia”. Siamo stati due anni in valutazione e in quel periodo abbiamo realizzato un importante intervento di riqualificazione di tutto il centro storico con il rifacimento delle facciate pubbliche e private. Questo ci ha dato un “là” importante, poi abbiamo proseguito con una serie di azioni tra cui la soluzione definitiva del problema dei rifiuti. Castello all’epoca era invasa dall’immondizia che venivano a buttare dai comuni limitrofi, perché avevamo i cassonetti lungo le strade perimetrali. Abbiamo avviato la raccolta differenziata porta a porta e siamo passati dal 5 al 70 per cento, diventando uno dei comuni ricicloni del Lazio.

Queste due cose erano previste nella carta di qualità e ci hanno permesso di entrare all’interno del club del borghi.

Tutto questo si è tradotto subito in un aumento degli afflussi turistici?

L’inserimento nel club ci ha permesso di aumentare molto la visibilità. Sono venute le televisioni almeno venti volte, oltre a tanti altri giornali che si sono interessati. C’erano alcune attività commerciali che stavano chiudendo, invece poi ne hanno aperte di nuove. Le presenze nel fine settimana sono triplicate rispetto al 2014.

Di che tipo di turismo si tratta?

Sono principalmente i turisti che vengono per passare una piacevole giornata da Roma, ma non solo. I nostri bed and breakfast lavorano con i tour operator internazionali e arrivano turisti specialmente dall’Inghilterra, dall’Olanda e dalla Danimarca.

Passeggiando per il paese non è difficile imbattersi in persone con lo smartphone sulla pagina della guida dei borghi. Lo scorso maggio mi sono imbattuto personalmente in un gruppo di quaranta turisti all’interno della Rocca dei Colonna. Mi hanno spiegato che girano un borgo al mese. Poi vengono molti raduni di auto storiche e di motociclisti. Sicuramente il turismo che ricerca i borghi è un turismo di nicchia.

Come descriverebbe Castel San Pietro Romano a un turista.

Un paese con un panorama mozzafiato. Già soltanto per il suo aspetto paesaggistico vale la pena visitarlo.

Il comune di Castel San Pietro Romano fa parte del Gal dei Castelli Romani e Monti Prenestini. Quale opportunità rappresenta per voi?

Far parte del Gal è importante perché ci permette di lavorare in rete, d’altronde il nome sta per “gruppo azione locale”. Per un comune piccolo come il nostro lavorare in rete è fondamentale, perché all’interno di questa struttura riusciamo ad avere la nostra importanza e visibilità. Ci permette di cogliere opportunità economiche e di sviluppo che da soli non riusciremmo mai a prendere. Aabbiamo partecipato all’ultima programmazione che scadeva il 26 settembre con diverse proposte. Sono opportunità di investimento importanti sia per il pubblico che per il privato da cogliere al momento giusto, anche perché la programmazione è settennale, ma sappiamo quanto la burocrazia sia lenta in Italia. Quindi sono opportunità che capitano ogni dieci anni. Il nostro Gal si è fatto trovare pronto e posso dire, avendolo seguito dall’inizio, che è uno dei migliori del Lazio.

Uno degli impegni principali del Gal è la valorizzazione del settore enogastronomico. Quanto è importante questo aspetto per i vostri turisti?

È fondamentale, perché quel turismo di nicchia di cui parlavo, che viene a visitare i borghi più belli, vuole mangiare e bere bene. Da noi il buon cibo non manca. Abbiamo ancora le massaie che fanno le fettuccine a mano. L’enogastronomia caratterizza sicuramente il nostro comune e senza questa eccellenza non ci sarebbe economia  e sviluppo. È un settore che si può proteggere e rilanciare tramite i fondi Gal insieme a tante piccole azioni che fanno crescere il territorio. Se arrivano turisti le nostre attività possono andare in controtendenza e “resistere” che in questo periodo non è poco.

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