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“Così stanno uccidendo i nostri ospedali». La battaglia dei sindaci dei Monti Prenestini e della Valle del Sacco


Che cosa sta succedendo nei nostri ospedali? I sindaci della Valle del Sacco e dei Monti Prenestini uniti per la prima volta per la difesa della sanità locale.


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Camere operatorie che lavorano a metà per la mancanza di anestesisti, infermieri costretti a turni massacranti da mesi, macchinari obsoleti, personale amministrativo ridotto all’osso e medici “introvabili” a qualsiasi ora del giorno. È la grave situazione denunciata oggi dai sindaci dei Monti Prenestini e della Valle del Sacco riuniti per la prima volta oggi a Labico per la firma di un documento da presentare all’Asl Rm5, l’unica azienda sanitaria ancora commissariata della Regione Lazio. 

All’origine della situazione di criticità ci sono i soliti tagli, la riduzione di risorse dal Governo centrale ma ciò che hanno denunciato oggi i sindaci a Labico riguarda un presunto “complotto” operato dalla Dea di Tivoli verso questo territorio. Tanti i sospetti, a partire da quei presunti documenti citati dal primo cittadino di Colleferro firmati da medici a Tivoli, che non accetterebbero il trasferimento a Palestrina o a Colleferro. E poi c’è il nuovo polo Tiburtino, il progetto cioè del nuovo ospedale di cui si parla insistentemente da tempo. E i Monti Prenestini e la Valle del Sacco? Che cosa ne sarà? Cosa succede da queste parti?

Succede ad esempio che gli ospedali di Palestrina e Colleferro doppiano in accessi quello di Tivoli, eppure con un quinto delle risorse a disposizione, meno specializzazioni, macchinari e personale, si va avanti lo stesso. 

“Ma questa non è la sanità che vogliamo – tuona il sindaco di Colleferro. Questa non è una condizione sostenibile e accettabile, ora chiederemo spiegazioni una volta per tutte costi quel che costi”. 

A fargli eco il sindaco di Palestrina Mario Moretti, che si è detto disposto a scendere in piazza con i suoi cittadini e il personale sanitario, se necessario.

«È una vera e propria bomba a orologeria pronta a esplodere – denuncia Moretti. Siamo stanchi di ricevere risposte che vanno bene per una settimana e poi si torna punto e a capo, il problema va risolto alla radice”.

Alla riunione, indetta presso il resort Antonello Colonna, hanno partecipato tutti i sindaci dell’area, da San Cesareo fino a San Vito Romano, la consigliera regionale Eleonora Mattia e diversi rappresentanti sindacali, tutti uniti da destra a sinistra in difesa degli ospedali e della sanità locale. Al termine dell’incontro i sindaci hanno firmato un documento da presentare all’Asl Rm 5 con l’obiettivo di:

riconsegnare dignità al ruolo dei sindaci; ottenere incontri con l’Asl, ottenere l’attivazione del nuovo atto aziendale; modificare l’attuale piano assunzione; garantire il diritto alla salute sancito costituzionalmente.

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