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Emergenza infermieri, l’Asl ricorre a personale esterno


L’intera azienda sanitaria soffre una carenza di 180 infermieri e per la Cisl ormai serve  un «indispensabile adeguamento delle dotazioni organiche del personale, ferme al 2004»

Sulle carte è stata definita come una «procedura in urgenza». Ha motivato così l’Asl Roma 5 «il ricorso al regime interinale» per far fronte all’emergenza infermieri a gennaio. Con una spesa di 37 mila euro assicurerà 1.560 ore di lavoro per un totale di 10 infermieri: «2 mattina e 2 pomeriggio» al Pronto Soccorso di Tivoli e «1 mattina e 1 pomeriggio» negli ospedali di Colleferro e Palestrina e nell’Ambi di Tivoli. 

L’intera azienda sanitaria soffre una carenza di 180 infermieri e per la Cisl ormai serve  un «indispensabile adeguamento delle dotazioni organiche del personale, ferme al 2004, non più adatte a garantire gli standard assistenziali minimi – denuncia il segretario territoriale, Dimitri Cecchinelli a Il Tempo – I blocchi operatori hanno una dotazione organica limitata e con ben 5 sale utilizzabili riescono a farne lavorare solo 1/2 al giorno». 

Analizzando i dati dell’ospedale di Palestrina a cui fa riferimento tutto il territorio dei Monti Prenestini stupisce anzitutto il dato degli accessi. 30.710 accessi totali, un dato superiore a ospedali come quello di Terracina (fermo a 32.500 accessi) e a Dea di I livello come Civitavecchia (22.825 accessi) e il San Filippo Neri (31.251). Guardando al rapporto tra i casi medico paziente, Palestrina, con 10 medici a disposizione, riporta un valore pari a 3.471, un numero che fa quasi paura se confrontato con altri ospedali romani e del Lazio. Risulta evidente che, accanto a investimenti di carattere tecnologico e all’innovazione di nuovi strumenti di gestione (come le app appena avviate nei PS di Rieti e del San Camillo di Roma per la comunicazione tra il servizio e i parenti in attesa) il primo e prioritario intervento riguarda l’area del personale sanitario quanto a numero di medici (e operatori sanitari) da impiegare in questo fondamentale servizio. 

L’indagine civica ha permesso di osservare una serie di dati inerenti ai tempi di attesa. Nello specifico il numero medio di persone in attesa di valutazione al triage, il numero medio di persone in attesa di prima visita specialistica, il tempo medio di attesa per il primo accertamento, a seconda dei codici di priorità. 

In generale, si può attendere in media più di 141’ minuti per un codice bianco, più di 88’ per un codice verde e 51’ per il codice giallo. 

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