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Femminicidio di Ilaria Sula, la voce dei genitori: «Non era l’uomo giusto»

22/12/2025
Di Gabriele Fichera

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«Ilaria era una ragazza trasparente, con noi non aveva segreti. La nostra era una famiglia serena. Era venuta al mondo lo stesso giorno del mio compleanno, un dono immenso per un padre. Adesso quella casa è vuota, senza energia». Così Flamur Sula ha raccontato ai giudici della Corte d’Assise il dolore per la perdita della figlia, durante l’udienza tenutasi nell’aula bunker del carcere di Rebibbia, nell’ambito del processo per il suo femminicidio.

a Palestrina

Quel sabato mattina la famiglia si era recata alla stazione di Terni per accoglierla: Ilaria doveva arrivare in treno, ma non è mai comparsa. L’assenza improvvisa e il telefono irraggiungibile hanno fatto scattare immediatamente la preoccupazione. «Non era da lei spegnere il cellulare», ha spiegato il padre. Da lì la decisione di partire tutti insieme verso Roma. Le coinquiline, inizialmente, avevano provato a rassicurarli sostenendo che Ilaria si trovasse a Napoli con un altro ragazzo, ma quella versione non aveva convinto la famiglia, che si è rivolta alle forze dell’ordine per denunciare la scomparsa.

La giovane è stata uccisa nel mese di marzo nell’abitazione dell’ex compagno, in via Homs, nel quartiere Africano della capitale. Secondo l’accusa, Mark Samson l’avrebbe colpita con tre fendenti mortali. Dopo il delitto, il corpo sarebbe stato nascosto all’interno di un trolley e poi abbandonato in una scarpata a Capranica Prenestina, alle porte di Roma. L’uomo è imputato per omicidio volontario aggravato dalla premeditazione, dai motivi futili e dal legame sentimentale con la vittima, oltre che per occultamento di cadavere.

Nel ricostruire i giorni successivi alla sparizione, Flamur Sula ha ricordato come la famiglia si recasse quotidianamente in questura. «Una mattina incontrai Samson: mi disse che non sapeva nulla e giurò che non le avrebbe mai fatto del male». Ma quando arrivò la telefonata della polizia, ogni speranza crollò. «In quel momento abbiamo capito che era accaduto qualcosa di terribile. Quando ci dissero che Ilaria era morta, mia moglie perse i sensi. Io non trovavo più un motivo per andare avanti».

a Palestrina

Il padre ha anche ammesso che, dentro di loro, avevano sempre nutrito dei dubbi su quella relazione, anche se la figlia continuava a difendere il ragazzo, descrivendolo come una persona perbene e impegnata negli studi.

A prendere la parola è stata anche la madre, Gezime Sula, che ha espresso tutta la sua sofferenza: «Da nove mesi non posso più sentire la sua voce né guardarla negli occhi. Mi manca ogni cosa di lei. Se non avessi un altro figlio, oggi non sarei qui: sarei con Ilaria».