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Il Tondo, alla scoperta del “piccolo Colosseo” di Zagarolo

Tra i tesori “nascosti” dei Monti Prenestini, quelli più lontani dal centro abitato e forse anche un po’ sconosciuti dagli stessi residenti dell’area, citiamo il Tondo di Zagarolo. Si tratta di una costruzione di forma ovale (m45 x m32) risalente al I secolo DC. L’opera è stata recentemente rivalutata dal Comune di Zagarolo e oggetto di numerosi studi. Ancora oggi gli archeologici si dividono sull’origine di questa struttura soprannominata da molti come il “piccolo Colosseo di Zagarolo”.

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IL TONDO DI ZAGAROLO

Scavi effettuati nel 2001-2002 hanno rivelato che la struttura è composta da vari “anelli”. Oggi da fuori osserviamo solo l’anello esterno del Tondo ma nel sottosuolo sono stati individuati un altro anello, collegato a quello esterno da sette radiali, e due corridoi che si incrociano lungo gli assi minore e maggiore (figura sotto). Alle estremità di quest’ultimo c’erano gli ingressi principali.

In base alle aperture presenti nell’anello esterno, separate da due nicchie semicircolari, l’architetto Andrea Palladio ricostruì in un disegno un “alzato a uno o due ordini con fornici separati da semicolonne e sormontati da frontoni. In pianta raffigurò inoltre un ulteriore anello esterno preceduto da colonne”.

È alquanto probabile che l’anello interno racchiudesse un’arena dotata di corridoi ipogei e che sorreggesse la gradinata di una cavea. Saremmo così di fronte a una struttura in cui si tenevano degli spettacoli. Per alcuni storici il Tondo sarebbe parte di una villa romana già citata da Andrea Carone (architetto e stuccatore di Zagarolo) in un manoscritto del 1637. Per altri, e questa è l’ipotesi più affascinante e sostenuta, sarebbe un ludus, ovvero una palestra per l’allenamento dei gladiatori della vicina Praeneste (Palestrina). In effetti spettacoli gladiatori e un ludus sono ricordati in varie iscrizioni prenestine e lo storico Tacito riferisce di una tentata evasione di gladiatori avvenuta presso questa città in età neroniana.

Ma secondo altre interpretazioni ci sarebbe anche un legame con la vicina San Cesareo (l’antica Ad Statuas). Questa interpretazione sosterrebbe l’ipotesi di una villa servita da una strada (scoperta in effetti nel 2012) che faceva parte dell’antico latifondo imperiale risalente all’epoca di Cesare (attuale San Cesareo).

Oggi il Tondo è tornato a rivivere grazie a una manifestazione ideata dall’Amministrazione Piazzai dal titolo “Voce al Tondo” che si tiene ogni anno nella prima settimana di giugno. La struttura insiste sull’antico tracciato della via Francigena verso sud, che collega Palestrina al parco degli Acquedotti di Gallicano nel Lazio (LEGGI QUI)

Fonte: Archivi e Amici di Zagarolo

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