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Ipotesi discarica a Corcolle? Urbano Barberini: “Idea scellerata”. Ecco perchè non si può fare


L’area a ridosso dei Monti Prenestini tra i siti al vaglio del Campidoglio

Oggi si giocherà il “secondo tempo” della delicata partita sulla futura discarica romana e a meno di clamorosi conigli nascosti nel cilindro, la Raggi dovrà decidere uno tra i sette siti individuati dai tecnici. Tra gli sfortunati sette risulta ancora una volta l’area di Corcolle, in passato nel mirino per la realizzazione della discarica che manca a Roma dopo la chiusura di Malagrotta. L’attuale area individuata oggi è una discarica di inerti che fa capo alla società Daf e l’autorizzazione è in fase di rinnovo.

Non è la prima volta che si parla concretamente di una discarica a Corcolle. Il progetto decollò fra il 2011 e il 2012, quando l’allora prefetto di Roma – e commissario per l’emergenza rifiuti – Giuseppe Pecoraro individuò la cava oggi di proprietà della G.M. Pozzolana, come alternativa all’ormai saturo sito di Malagrotta, per accogliere i rifiuti indifferenziati della Capitale. L’ipotesi generò l’indignazione generale e fece scendere in campo anche personaggio della cultura e dello spettacolo. Su tutti l’attore e produttore teatrale Urbano Barberini, discendente della nobile famiglia romana e divenuto per un periodo assessore alla Cultura e al Turismo del Comune di Tivoli, su cui insiste il sito archeologico.

“Nonostante i ripetuti no degli anni scorsi, la presa di posizione di importanti istituzioni mondiali e la protesta delle popolazioni locali trovo davvero assurdo che si continui solo a ipotizzare una discarica in quell’area – dichiara a Monti Prenestini Urbano Barberini. Siamo a soli 700 metri in linea d’aria da Villa Adriana, patrimonio dell’Unesco, ma siamo soprattutto in uno dei polmoni verdi di Roma, un’area straordinaria dal punto di vista paesaggistico e naturalistico che ci viene invidiata in tutto il mondo. Fare una discarica qui – continua Barberini – è come farla vicino alle piramidi in Egitto oppure vicino a Versailles. Insomma è un’idea scellerata. Altrove come in Francia si investe e si fa economia con queste grandi aree di pregio. Credo che la politica debba riflettere di più e convertire in economia e ricchezza le bellezze che ahimè, a volte, si trova a dover gestire”.

Secondo i più informati, ci sarebbe un motivo legato alla tempistica, perchè occorrerebbero almeno 200 giorni per convertire il sito e accogliere una nuova discarica. Senza contare la presenza di altri siti archeologici presenti, come l’acropoli di Corcolle, ancora oggetto di studi internazionali e la presenza di falde acquifere.

E poi, come Colleferro, dove la discarica è in chiusura, anche questo territorio ha pagato in termini di rifiuti. In questi giorni si torna a parlare in Comune a Gallicano della discarica “sommersa” nell’area di Caipoli, a poche centinaia di metri dal Castello di Passerano, dove fino agli anni novanta grazie a un’ordinanza del prefetto furono versate tonellate di immondizia romana. Oggi nell’area è presente un avvallamento che preoccupa i residenti e che fu evidenziato da un servizio di Striscia La Notizia nel 2014. Negli anni passati l’Arpa non ravvisò alcun pericolo per le acque e la salute dell’uomo.

È l’ennesimo fantasma che ritorna in un territorio che ha dato e che non intende più pagare per la cattiva gestione di altri.

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