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Lo sfogo delle mamme di Palestrina: “Ci hanno chiesto un aiuto per le scuole, ora chiediamo chiarezza e organizzazione”


La lettera firmata da un gruppo di genitori inviata agli organi competenti e a Monti Prenestini. Ecco la situazione alla Karol Wojtyla

colle martino

A seguito della comunicazione comunale dell’ultim’ora, seguita da quella scolastica, vorrei esprimervi il mio pensiero, le mie perplessità, il mio dissenso nei confronti di questa situazione locale e porvi anche dei quesiti ai quali mi aspetto che seguano delle risposte. Come è possibile annunciare e assicurare più volte la riapertura della scuola dando una data precisa (il 14 settembre) sapendo già da molto molto tempo la data certa del referendum del 20 e 21 settembre? Le criticità alle quali ora l’amministrazione fa riferimento (sanificazione di locali prima e dopo tale evento) erano ben note da subito, come mai solo oggi a 3 giorni dall’apertura ne prendiamo atto decidendo di posticiparla? Non era forse prevedibile e quindi da considerare prima di dare comunicazione di date certe? Come e’ possibile che oggi ci viene chiesto dagli istituti scolastici collaborazione e partecipazione nell’effettuare degli interventi ad alcuni di “manutenzione”, ad altri di”trasloco”, a chi di”montaggio”, ad altri di “allestimento aule”con data da destinarsi? Se l’apertura fosse rimasta il 14 settembre in che modo e in che tempi avremmo potuto “aiutare”? Come sarebbero stati accolti i bambini/ragazzi in questi ambienti? Soprattutto perchè ricorrere all’aiuto dei genitori anche in questa situazione dove sono stati stanziati soldi, personale comunale (e scolastico?) proprio per consentire la ripartenza in presenza (finalmente!) della scuola? E’ reale e sotto gli occhi di tutti che questa situazione straordinaria sia difficile per tutti noi già nella banale quotidianità e incredibilmente difficile per ogni settore lavorativo, ancor di più per il contesto scolastico, dove non oso immaginare come possa svolgersi la giornata dei docenti, che oltre a riprendere in mano una situazione scolasticamente, didatticamente ed emotivamente drastica, si troveranno ad essere dei veri e propri “controllori” suppongo. Ma quello che proprio non riesco a comprendere è come sia possibile che decisioni di questo tipo vengano prese così all’ultimo momento (nonostante la prevedibilità oggettiva)? Senza curarsi minimamente delle difficoltà che causano a genitori lavoratori, che per stare accanto ai propri figli nel primo giorno di scuola (ricordiamoci che alcuni sono piccoli! Che alcuni inizieranno il loro “primo anno” di qualsiasi grado!) hanno dovuto chiedere con anticipo ai propri datori di lavoro, permessi, ferie, cambi turno, congedi e quant’altro proprio per essere presenti, che non tutti sono liberi professionisti o dipendenti di aziende di famiglia o comunque non tutti hanno delle situazioni lavorative “facili” ed “elastiche”! Per non parlare della mancata comunicazione di orari di entrata/uscita e condizioni dello svolgimento giornaliero dell’attività scolastica che ad oggi ancora manca. Comprendo le difficoltà,comprendo l’impegno, ringrazio continuamente l’operato del personale docente rivelatosi ECCELLENTE durante la DAD nel lockdown, nonostante tutte le estreme avversità della pratica, ma non capisco perchè bisogna aggiungere precarietà ad una situazione già di suo molto precaria e difficile. Il PREVEDIBILE andava previsto. Si chiede continuamente da parte di istituzioni governative, amministrative e scolastiche la partecipazione attiva dei genitori in ogni ambito (spesso dandone per scontato la fattibilità) che è assolutamente doveroso sotto molti aspetti, ma dov’è la considerazione? Dietro molti bambini non ci sono solo genitori,ma anche dei  lavoratori che devono rendere conto a qualcuno, che hanno bisogno di un minimo di organizzazione, di comunicazione e di chiarezza. Senza parlare del fattore “emotivo” dei nostri bambini/ragazzi, almeno quel minimo di certezze, di spiegazioni, di informazioni, vogliamo dargliele? Alcuni hanno bisogno di preparazione, non sono tutti uguali, come non lo siamo noi e non possiamo assolutamente sottovalutare questo aspetto, non può farlo nessuno. Sperando di ricevere considerazione e risposte, vi porgo i miei più cordiali saluti.

Lettera firmata da un gruppo misto di più di 20 mamme
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