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Mafie Lazio, da Palestrina parte l’azione di lotta. Il procuratore della Repubblica: “Insieme possiamo farcela”


Lena: “Vogliamo ribadire in maniera forte il ruolo delle istituzioni sul territorio
Cioffredi: “Non è importante soltanto la repressione ma anche l’occupazione degli spazi lasciati liberi

“Se ognuno di noi fa la sua parte, insieme possiamo farcela”. Con queste parole il procuratore capo della Repubblica di Tivoli Francesco Menditto si è rivolto stasera alla nutrita platea dei partecipanti al convegno sulle Mafie nel Lazio, tenutosi presso l’auditorium Pierluigi di Palestrina. L’evento, organizzato dall’Osservatorio per la Sicurezza della Regione Lazio in collaborazione con l’associazione Blue Media, ROMA Upgrade, Associazione Monti Prenestini e Millenium People, è il primo dei sei appuntamenti in programma in provincia di Roma per la diffusione di una cultura della legalità nei territorio della regione

Presenti, oltre al procuratore Menditti, il presidente della Prima commissione del Consiglio della Regione Lazio, Rodolfo Lena e il presidente dell’Osservatorio Sicurezza e Legalità Regione Lazio, Gianpiero Cioffredi. In sala gli studenti dell’Eliano Luzzatti di Palestrina, tanti professionisti, rappresentanti delle forze dell’ordine, associazioni e amministratori tra cui i sindaci di Poli, Capranica Prenestina, Castel San Pietro Romano e Gallicano nel Lazio

“Un incontro per spiegare la mafia anche in provincia, perchè i tentacoli delle organizzazioni criminali si radicano bene in centro, come in periferia, facendo affari con tutti”. Così il presidente Cioffredi ha motivato l’importanza dell’incontro di stasera a Palestrina, dove si è lanciato per la prima volta il progetto “Sentinelle per la Legalità”, un movimento che mette al centro la parola “cultura” attraverso eventi di formazione e iniziative nelle piazze (virtuali e non) delle varie città coinvolte.

“Perchè – ha spiegato bene Cioffredi nel suo intervento – non è importante soltanto la repressione ma anche l’occupazione degli spazi lasciati liberi dove trovano terreno fertile i clan. Come Osservatorio lo abbiamo fatto – ha aggiunto Cioffredi –  a Ostia per una palestra confiscata e in una villa alla Romanina e dobbiamo continuare a farlo in tutti i territori dove le mafie cercano di introdursi, portando oltre al lavoro anche servizi per la collettività, come ad esempio le strutture sportive. Così è accaduto recentemente a San Basilio, dove il boss della droga locale era anche presidente di una nota associazione di calcio. E così è accaduto anche in altri quartieri come Tor Bella Monaca e Monte Spaccato. Nel territorio di Roma e provincia – ha aggiunto Cioffredi – ci sono oltre 100 piazze di spaccio, in ciascuna le organizzazioni criminali cercano di creare cartelli con boss locali e contagiando anche le istituzioni pubbliche. Il nostro obiettivo – ha aggiunto – è quello di fermare questo contagio con una risposta sociale a tutti i livelli, dalle scuole fino allo sport e agli ambienti di lavoro, facendo vincere la cultura della legalità”.

Il procuratore Menditti ha paragonato il fenomeno mafioso in atto a Roma e provincia al gioco del Risiko. “Ciascuno – ha detto – cerca di posizionare il suo carro armato, conquistando sempre più territori. A Roma, grazie a una preziosa sinergia tra istituzioni e forze dell’ordine, siamo ancora in tempo per fermare tutto questo. Ognuno di noi ha però il dovere di fare la sua parte, per conquistare spazi di legalità”.

In questa battaglia la Regione Lazio c’è, grazie all’adozione di nuove leggi, iniziative sociali, interventi di decoro e riqualificazione nelle periferie.

“Un piano a 360 gradi per ribadire in maniera forte il ruolo delle istituzioni sul territorio – ha detto il presidente Lena nel suo intervento. Abbiamo approvato provvedimenti importanti sull’usura, ci siamo impegnati sul campo mettendoci la faccia per la riassegnazione di beni confiscati. E ora – ha aggiunto Lena – siamo al fianco di tante associazioni che vogliono opporsi all’avanzata della criminalità. Proseguiremo i nostri incontri in altre importanti città e poi a Roma, aprendoci a tutte le realtà, per dare una nuova idea di futuro alle nuove generazioni”.

A marzo uscirà il V Rapporto sulle Mafie nel Lazio e tra le 200 pagine della pubblicazione c’è anche Palestrina, che figura come una delle principali aree per il commercio delle sostanze stupefacenti. Sembra insomma così lontano il fenomeno mafioso e invece è più vicino di quanto pensiamo.

Prossimi appuntamenti enti ad Albano, Velletri, Ardea, Colleferro e Roma.

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