Un viaggio continuo alla ricerca delle radici di una terra, dei suoi valori e delle sue intime connessioni.

Mamme studentesse: per la laurea non c’è età!


Si può lottare, si può cambiare, si possono sconfiggere limiti e ottenere grandi risultati.

So di non sapere.

Così diceva Socrate. Quattro parole diventate un motto tramandato di generazione in generazione. Oggi la potremmo quasi definire una frase motivatrice che ci spinge a imparare. Ammettere di non conoscere non è qualcosa di cui vergognarsi. Deve essere una spinta per studiare, approfondire, andare oltre la nostra zona comfort per arricchirci e fare nuove esperienze.

Anche se siamo abituati a considerare “studenti” solo i giovani, dovremmo sempre ricordarci che non c’è un’età limite per imparare. Ogni momento è quello giusto per iscriversi a uno tra i diversi corsi di laurea triennale offerti dalle università, mettersi sui libri e apprendere ciò che desideriamo. Ce lo ha dimostrato Anna Valanzuolo Carcaterra, la signora di 88 anni che qualche anno fa ha conseguito il titolo di dottoressa in Filologia italiana con 110 e lode a Napoli. 

Sono tanti i motivi che possono spingere un ragazzo o una ragazza ad abbandonare il percorso di studi. Questo non significa che la scelta debba essere definitiva. Nella vita si può sempre decidere di tornare indietro o di cambiare opzione. Soprattutto se di mezzo c’è un’attività tanto nobile come lo studio. 

Neanche il lavoro rappresenta necessariamente un impedimento per chi ha voglia di iscriversi all’università. Se si opta per un’università telematica, come UniCusano, si può gestire lo studio in base ai propri orari di lavoro o agli altri impegni quotidiani. 

Molto spesso sono le donne a rinunciare alla propria carriera accademica perché attirate più dall’idea di fare una famiglia o perché devono seguire figli nati con delle disabilità. Eppure, niente toglie loro la possibilità di riprendere i libri in mano al momento opportuno. 

Ce lo dimostra Julia Roberts in Wonder, ma anche Loredana Ambrosio, una donna di Cosenza che qualche anno fa si è laureata insieme alla figlia Francesca Pecora nata con la sindrome di Down. Ambrosio aveva una formazione tecnica e non aveva proseguito con il corso di studi. Poco dopo la nascita di Francesca, ha iniziato a interessarsi alla pedagogia, tanto da riproporsi di continuare gli studi un giorno, magari insieme alla figlia stessa. Una figlia che, secondo le previsioni dei medici, non avrebbe potuto né saputo mai scrivere. Loredana non si è arresa e ha aiutato Francesca a imparare, portandola a scuola e incentivano la predisposizione che la bambina dimostrava per i libri e la cultura in generale.

E così, una volta conseguito il diploma, Francesca ha deciso di iscriversi a un corso di Comunicazione Dams e la madre ha fatto altrettanto. Le loro tesi di laurea sono complementari: si tratta di due testi di sociologia in cui viene analizzato il percorso della ragazza dal suo punto di vista e da quello della madre. Due prospettive diverse e complementari che hanno portato al raggiungimento di un traguardo inaspettato, desiderato e fonte di tanta gioia. 

Questa storia di vita dovrebbe aiutare e ispirare chiunque si senta sconfortato o privo di fiducia nel futuro. Si può lottare, si può cambiare, si possono sconfiggere limiti e ottenere grandi risultati. Sicuramente, lo studio lo permette!