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Mascherine bambini, il caos a scuola. Tra ritardi e corse all’acquisto


Per il Governo devono averle tutti, insegnanti e bambini. Ma ancora oggi ci sono ritardi

Da una parte i presidi che hanno annunciato in questi giorni ai loro insegnanti e alle famiglie che non distribuiranno mascherine per i bambini perché la fornitura ricevuta non è sufficiente. Dall’altra il presidente del Consiglio, la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina e il Commissario straordinario Domenico Arcuri che ribadiscono che i dispositivi di protezione individuale dovranno essere distribuiti a tutti: docenti, bidelli, allievi. Il risultato è un caos, anche nel territorio dei Monti Prenestini, dove ciascun Comune e istituto comprensivo si regolano a proprio modo e come possono.

C’è chi come a Olevano Romano le ha fatte trovare sui banchi gratuitamente, chi chiede ai genitori di provvedere e chi nega agli alunni l’utilizzo delle mascherine di stoffa.

I presidi, di fronte alla prima insufficiente fornitura, hanno scelto di dare le mascherine solo ai docenti nonostante il Commissario Arcuri abbia scritto loro una lettera nei giorni scorsi dove ricordava che i dispositivi sarebbero dovuti servire per insegnanti e allievi.

Complessivamente, per coprire il periodo 14-25 settembre sono in distribuzione 110 milioni di mascherine, 77 milioni per gli adulti e 33 milioni per i bambini dai 6-ai 10 anni.

Ma come saranno distribuite 11 milioni di mascherine? Il commissario Arcuri specifica che la “consegna sarà a cadenza settimanalebisettimanale o mensile a seconda del numero degli alunni e del personale al fine di non gravare sullo stoccaggio del materiale”. E a confermare il piano di Arcuri sono anche gli uffici di viale Trastevere: “Hanno fatto una prima consegna, ma prima del 14 arriveranno quantitativi più alti per soddisfare il fabbisogno di alunni e docenti”.

Ancora oggi Monti Prenestini ha verificato però alcuni ritardi nelle scuole del territorio. A non tutti è stata data la mascherina e il risultato è che è scattata la corsa all’acquisto in farmacia.

«Abbiamo ricevuto diverse chiamate, c’è una vera e propria corsa – confermano dalla Farmacia Pellegrino di via della Croce a Palestrina. Proprio oggi è in arrivo un nuovo ordinativo”

Le proposte alternative

Basta con le mascherine inquinanti e’ ora di passare alle visiere ecologiche. La proposta arriva dall’associazione ‘Visionari’ che ha preso carta e penna per scrivere alla ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina. La proposta e’ semplice: usare visiere protettive anti-Covid realizzate utilizzando la stampa 3D abbattendo i costi di produzione e utilizzando plastica derivata dall’amido di mais, a basso impatto ambientale ed estremamente versatile.
Il progetto si chiama ‘Visionari Makeit’ ed e’ gia’ stato utilizzato per alcuni ospedali italiani. “Nelle prossime settimane- spiegano- molte scuole rischiano di rimanere sprovviste di mascherine da destinare agli alunni, una situazione che imporrebbe alle famiglie di provvedere autonomamente alle forniture per i propri figli con inevitabili costi a carico della collettivita’. Noi siamo pronti a far fronte all’emergenza proponendo un originale progetto che potrebbe coinvolgere direttamente alunni e famiglie”.
L’associazione ha chiesto alla ministra Azzolina di coinvolgere bambini, studenti e famiglie nella creazione di visiere protettive in 3D da destinare a quelle scuole dove si registrano carenze nelle forniture di mascherine, trasformando un obbligo di legge in una esperienza didattica e istruttiva.

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