Lorem ipsum dolor sit amet, consectetuer vitae adipiscing elit. Aenean commodo ligula eget ut, dolor. Aenean massa. Cum sociis pretium qui asem. Nulla consequat massa quis.

Post più letti

Iscriviti alla newsletter
[contact-form-7 404 "Non trovato"]

Monti Prenestini, il “grande boom” dei supermercati. Tra liberalità e paradossi


Nuove aperture sul territorio. Le strategie commerciali, la crisi e il prezzo che bisogna pagare

È sicuramente uno dei fenomeni commerciali del momento ai Monti Prenestini, frutto dei recenti piani di sviluppo urbanistico locale ma anche del vuoto momentaneo delle regolamentazioni del settore a livello regionale. Stiamo parlando della grande distribuzione, che negli ultimi anni ha letteralmente invaso la provincia di Roma e in particolare il suo quadrante sud. Nel territorio dei Monti Prenestini tra San Cesareo e Palestrina oggi si contano ad esempio 13 supermercati appartenenti a grandi gruppi europei e internazionali, tra discount e superstore.

Facendo due calcoli, nei 9 chilometri che separano la via Casilina dalla Prenestina Nuova troviamo in media 1 supermercato ogni 900 metri percorsi. Un vero e proprio boom registrato negli ultimi tre anni, in cui abbiamo visto nascere dalle fondamenta 4 nuove strutture che hanno dato lavoro a oltre 40 persone. Una boccata di ossigeno per le giovani aree industriali posizionate ai margini di questi comuni, dove negli ultimi anni la crisi ha colpito duramente, lasciando al tappeto tanti imprenditori. 

Nell’elenco la catena Eurospin è stata la prima a introdursi “prepotentemente” sul mercato locale con la costruzione di due nuovi punti vendita a San Cesareo e Zagarolo, distanti meno di 4 chilometri l’uno dall’altro, che vanno a sommarsi allo storico supermercato di Palestrina in zona Platani. Nel grande gioco del Monopoli ai Monti Prenestini non poteva mancare Conad, con due nuovi pedine a San Cesareo e Zagarolo. Arriveranno invece presto Tigre (apertura prevista febbraio 2020), a Zagarolo con un superstore da oltre 3mila metri quadri (di fronte all’Europin esistente) e In’s, marchio discount (novità assoluta per il territorio), che aprirà a breve in via Pedemontana a Palestrina, a poche centinaia di metri da un altro supermercato Tigre esistente.

Per queste due nuove aperture si prevedono nuove assunzioni a tempo determinato pari a oltre 50 persone (sul sito della Gi Group ci sono ancora molte posizioni aperte).

LEGGI LE OFFERTE DI LAVORO

Dietro questi grandi marchi, ci sono grandi famiglie di imprenditori locali, ma anche società sconosciute provenienti da Roma o da fuori regione. Alcuni di loro si sono lanciati nell’avventura della gestione diretta, altri hanno scelto la via dell’affiliazione. Il risultato è un incremento dell’occupazione e della concorrenza, con tutti i suoi allegri benefici e i suoi strambi paradossi.

La nascita di nuove imprese è sempre un evento positivo, ma spesso c’è un prezzo da pagare. Pagano anzitutto i dipendenti, costretti in questo periodo di festività a turni massacranti, dove non esistono ormai più domeniche e festività libere, manco fossimo a New York. Pagano, in termini di tempo, gli automobilisti: saranno le feste, sarà la nascita di nuovi incroci, saranno i cantieri, sta di fatto che il traffico è diventato insostenibile, specie nell’ora di punta. E pagano anche gli stessi titolari dei punti vendita, perché la concorrenza ha un prezzo in termini di offerte fatte all’ultimo grido, a volte anche in perdita, e nuove strategie di fidelizzazione del cliente.

“Io ho deciso di non accettare di affiliarmi a un noto marchio della Grande Distribuzione perchè non volevo sottostare a quelle politiche commerciali di prezzo e di vendita. In quel modo avrei fatto il dipendente di un marchio straniero in casa mia”. A parlare è Andrea, titolare dell’alimentari Dea Fortuna di Palestrina, una delle pochissime botteghe rimaste in piedi oggi nel territorio.

La nuova direzione del punto vendita Tigre di Palestrina ci parla invece di nuovi meccanismi di fidelizzazione della clientela basati sull’entertainment, con degustazioni, eventi e show cooking che dimostrano ai clienti l’importanza della qualità delle materie prime a tavola e in cucina.

“È un modo per restare in contatto con le persone – raccontano – capire le loro esigenze, dare consigli e scambiarsi perchè no anche qualche ricetta. Tutto ciò che non può darti un grande contenitore o una vendita online”.

A San Cesareo Laura (COAL via Casilina) insieme alla sua famiglia ha puntato invece su prodotti di nicchia, locali e italiani.

“Siamo riusciti a resistere prima alla crisi e poi alla grande distribuzione con la qualità, grazie ai prodotti artigianali fatti in casa, a piatti pronti e prodotti tipici unici. Così siamo riusciti a ritagliarci uno spazio in questo grande affollamento di supermercati”.

C’è chi invece non ha resistito e ha preferito andare in pensione con quello che gli spettava. È la storia ad esempio di una bottega storica di San Vito Romano, che ha chiuso recentemente i battenti in vista della nuova normativa sulla “trasmissione elettronica dei corrispettivi nel 2020”. Una nuova tassa che si aggiunge alle tante altre che è pesata come un macigno su una piccola attività, uno dei negozi più antichi dell’intero territorio.

Ha chiuso momentaneamente le serrande anche il supermercato di viale Pio XII a Palestrina, uno dei primi nella storia della città, un segnale dei tempi che cambiano e di una crisi che aggredisce soprattutto i negozi dei centri storici.

Sembra una vera condanna per i piccoli commercianti e artigiani, ma un segnale di speranza arriva dalla Regione. Da alcuni mesi è stata sospesa la concessione di nuove licenze fino all’entrata in vigore del nuovo testo unico sul commercio approvato lo scorso 10 ottobre alla Pisana. Una nuova regolamentazione che ha raccolto il parere favorevole anche di Legacoop e Cna grazie alla quale i Comuni avranno finalmente nuovi strumenti di gestione e pianificazione del territorio, senza che l’assenza di regole possa costituire un alibi per il proliferare di esercizi commerciali di dubbia qualità.

La Regione Lazio, con questa legge e con i regolamenti attuativi che dovranno essere promulgati a breve, ha definito le linee di urbanistica commerciale per lo sviluppo del settore e quindi regole nuove per le localizzazioni di supermercati, centri commerciali, outlet village. Si è cercato di rispettare il territorio e l’ambiente limitando, per quanto possibile,  l’uso di suolo agricolo. 

Forse non basterà a fermare i grandi gruppi e forse la nascita di nuovi supermercati non è poi il male assoluto, ma avere delle regole certe per il futuro è una garanzia per tutti, verso un mondo che sta cambiando e che a volte sembra sfuggirci di mano.

??CONTINUA A RIMANERE INFORMATO: METTI MI PIACE ALLA NOSTRA PAGINA??

11 Dicembre 2019
Santo Stefano in musica a Capranica Prenestina. Grande concerto presso la Chiesa della Maddalena
11 Dicembre 2019
Unesco, la transumanza diventa patrimonio dell’umanità

Leave a comment

Your email address will not be published. Required fields are marked *