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Omicidio Willy, i fermati respingono ogni accusa. “Non lo abbiamo toccato”


Le prime testimonianze degli avvocati e le immagini delle telecamere

Respingono ogni accusa i fratelli Marco e Gabriele Bianchi, in carcere perche’ sospettati con altri due amici di aver ucciso a calci e pugni il ventunenne Willy Monteiro Duerte nella notte tra sabato e domenica a Colleferro.
“Non lo abbiamo toccato – hanno spiegato al gip di Velletri i due fratelli nel corso dell’interrogatorio nel carcere romano di Rebibbia – siamo intervenuti per dividere una rissa. Abbiamo visto un parapiglia e siamo arrivati”. A sentire il loro difensore, i due fratelli si sono dichiarati “dispiaciuti e distrutti” perche’ ritenuti responsabili “di un omicidio che non abbiamo commesso”.


“E’ morto per difendere me e io questa cosa non potro’ mai dimenticarla”, ha intanto raccontato Lorenzo, amico della vittima e compagno di corso per chef. “Sembravano dei folli, delle furie scatenate. Willy era buono, generoso e quando ha capito che il bersaglio ero io, si e’ messo in mezzo per placare gli animi ma quelli erano come impazziti”. Insomma, era proprio Lorenzo la vittima designata del pestaggio e non il 21enne di Paliano, colpito a morte a calci e pugni Agli investigatori, che sembrano escludere il movente razziale e politico nell’omicidio, il giovane ha raccontato i dettagli del pestaggio parlando di “venti minuti di terrore mentre Willy gridava di smetterla perche’ non riusciva piu’ a respirare”.

A provocare la morte dell’aiuto cuoco potrebbe essere stato un calcio sferrato alla testa anche se a fare maggiore chiarezza sara’ l’autopsia, che si svolgera’ domani, mercoledi’ 9 settembre, presso l’Istituto di Medicina Legale di Tor Vergata.

I familiari dei fermati, intanto, stanno cercando di prendere le distanze da un fatto cosi’ grave dando una spiegazione a quanto accaduto. Il fratello maggiore di Gabriele e Marco Bianchi, Alessandro ha detto in lacrime: “Darei la mia vita per far tornare a sorridere quel ragazzo. Siamo distrutti. I miei fratelli non hanno giustificazioni ma di una cosa sono certo: a sferrare il colpo letale non possono essere stati loro”.


Il legale dei due fratelli ha successivamente dichiarato: “I
miei assistiti non hanno partecipato alla rissa. Sono scesi dalla loro auto per fare da paciere dopo aver visto alcuni loro amici coinvolti nella rissa. Al giudice hanno indicato i nomi di questi amici. Si sono fermati per cercare di dividerli – ha spiegato ancora il difensore – avranno anche sbracciato, ma non hanno partecipato”.
E sempre la difesa dei fratelli Mario e Gabriele Bianchi ha annunciato di aver raccolto nuove testimonianze che verranno depositate presso la procura di Velletri dalle quali emerge che dalla loro autovettura sarebbero scesi solo in tre e non sei persone come raccontato da altri. Particolare che sarebbe confermato anche dalle immagini di una telecamera che ha ripreso l’arrivo dell’auto dei Bianchi.

Intanto la procura di Velletri ha disposto una consulenza tecnico-scientifica sugli indumenti dei quattro giovani fermati al fine di verificare la presenza di eventuali tracce della vittima.
Ha fatto molto discutere un video, diventato subito virale, di un videomaker di Cassino, Giorgio Di Folco, in arte Pistoia che, ironizzando sulla morte di Willy Monteiro e puntando il dito sulle origini sudamericane, si e’ reso protagonista di una diretta sul suo canale social dai toni surreali e violenti. Il videomaker dopo aver rimosso il video e’ poi intervenuto per chiedere scusa ai familiari della vittima.
E minacce, in queste ore, starebbero arrivando anche ai familiari dei ragazzi fermati come denunciato dal difensore dei fratelli Bianchi che ha voluto sottolineare che si tratta di una “vicenda drammatica che ha distrutto quattro famiglie, attendiamo che l’indagine accerti cosa sia avvenuto ma chiediamo massima attenzione a tutti in queste ore cosi’ delicate”.

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LA DIFESA DI BELLEGIA

“Era presente ai fatti e dichiara di non aver colpito Willy. Adesso il mio assistito e’ distrutto e disperato in generale per la tragedia che e’ successa, per la morte di questo giovane del ragazzo”. Cosi’ ai microfoni di Radio Capital l’avvocato Vito Perugini, difensore di Francesco Belleggia, uno dei quattro fermati per l’omicidio di Willy Monteiro a Colleferro.
“Ha spiegato i diversi momenti di quella tragica serata – ha spiegato il difensore – e ha risposto a tutte le domande, sia del gip che del pubblico ministero”. Alla domanda se Belleggia conoscesse gli altri fermati il difensore ha sottolineato che “si conoscevano, non c’e’ un rapporto di amicizia”.


Il sindaco di Colleferro, Pierluigi Sanna, ha annunciato che il comune si costituira’ parte civile nel processo per la morte di Willy “Chi diffonde odio – ha detto il primo cittadino di Colleferro – non appartiene e non deve appartenere alla mia comunita’”.

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