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Omicidio Willy, la ricostruzione del pestaggio. Così i testimoni inchiodano i tre


Cosa è successo nel tragitto fino alle auto. Era l’1,30

Una “violenza inaudita” piombata su Willy e sull’amico che era con lui domenica notte a Colleferro. A
raccontare i drammatici momenti costati la vita al 21enne di Paliano, di origini capoverdiane, e’ Emanuele Cenciarelli, interrogato dai magistrati che indagano la morte di Willy Duarte Montero.
“Era l’1.30 circa. Io insieme ai miei amici Willy, Matteo e Marco con le auto di Willye Marco, siamo arrivati a Colleferro presso i locali della movida in largo Santa Caterina. Una volta arrivati ci siamo intrattenuti per un paio d’ore, fino alle 3 circa, e poi abbiamo deciso di andarcene per fare rientro a Paliano.

Ci siamo allontanati a piedi verso le nostre auto- racconta il testimone- che avevamo parcheggiato in largo Oberdan, praticamente davanti ai locali pubblici, quando il mio amico Willy ha visto un ragazzo, che mi ha detto essere un suo vecchio compagno di scuola, che stava discutendo animatamente con un altro ragazzo, che io non conosco, vicino alle scale che conducono ai locali. A quel punto- prosegue il racconto di Cenciarelli- Willy si e’ avvicinato al suo vecchio compagno di scuola, che chiamava col nome ‘Federico’, per capire cosa stesse accadendo e se avesse bisogno di aiuto. Anche io, visto quanto fosse acceso il diverbio e l’inizio di qualche spintone tra Federico altri due ragazzi, mi sono avvicinato e ho cercato di dissuadere Willy dall’interessarsi alla vicenda, aggiungendo che ritenevo opportuno andarcene a casa”.

Willy, ricostruisce ancora il giovane, “mi ha assecondato e ci siamo incamminati verso le auto. A quel punto senza che io e Willy potessimo accorgerci di cio’ che stava accadendo, siamo stati entrambi aggrediti da alcuni ragazzi, tra i quali ho riconosciuto subito i due che stavano poco prima discutendo con Federico, l’amico di Willy. Ricordo l’immagine di Willy steso a terra circondato da 4 o 5 ragazzi che lo colpivano violentemente con calci e pugni. Il mio istinto di protezione mi ha spinto a gettarmi addosso a Willy per cercare di ripararlo dai colpi che stava ricevendo, urlando agli aggressori che io e Willy non c’entravamo niente con quanto eventualmente era accaduto prima. Le mie richieste sono finite nel vuoto, tanto che io stesso sono stato colpito da calci e pugni sempre dagli stessi ragazzi che avevano aggredito Willy. Non riesco a quantificare il tempo dell’aggressione, ma posso solo dire che la violenza dei colpi subiti da me e Willy era inaudita”. Il racconto emerge dall’ordinanza di convalida dell’arresto del Gip di Velletri Giuseppe Boccarrato, emessa nei confronti di Gabriele e Marco Bianchi, Mario Pincarelli e Francesco Belleggia. I quattro sono accusati a vario titolo della morte del 21enne.

Per Bellegia sono stati disposti gli arresti domiciliari. Interrogato, ha sottolineato di essersi trovato suo malgrado coinvolto nella discussione cui aveva dato involontariamente origine discutendo con un’altra persona poco distante.

Willy era a poca distanza, Marco Bianchi gli sferra un calcio sul petto diretto, Willy cade indietro sulla macchina. Intanto, Gabriele Bianchi si dirige verso l’amico di Willy picchiandolo” – dichiarato Francesco Belleggia nell’ordinanza del gip di Velletri sul caso dell’omicidio di Willy Monteiro Duarte avvenuto a Colleferro.

La rissa che avrebbe scatenato il pestaggio ai danni di Willy Monteiro Duarte, ucciso a Colleferro (Roma) nella notte tra sabato e domenica, sarebbe nata da alcuni insulti rivolti ad alcune ragazze che si trovavano nel locale ‘Due di Picche’. Secondo molte testimonianze, raccolte nell’ordinanza di convalida dell’arresto per i 4 accusati per la morte del 21enne, intorno alle 2 e mezza del mattino, un gruppetto di ragazzi avrebbe apostrofato con “parole poco carine” le ragazze che stavano uscendo dal locale insieme ad amici della vittima.

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