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Ospedale di Palestrina, il caos dei premi Covid: “A chi sì e a chi no”


“Chiediamo che oltre alle belle parole seguano anche i fatti”

“Chiediamo che oltre ai ringraziamenti, ai plausi e alle belle parole venga riconosciuto quanto dovuto agli operatori dell’ospedale di Palestrina in ragione del rischio a cui sono stati sottoposti e al disagio che ne è derivato”. A parlare sono i sindacati della Cisl Fp che in una lettera inviata alla direzione generale dell’Asl Roma 5 chiedono chiarimenti sulla situazione dei premi Covid promessi dalla Regione Lazio.

Mentre alcuni hanno beneficiato del premio – chiarisce il segretario della Cisl Fp Dimitri Cecchinelli – altri ne hanno beneficiato in maniera ridotta e altri ancora ne sono stati addirittura esclusi”.

Il premio Covid era stato previsto dalla Regione Lazio con un accordo firmato l’11 aprile dall’assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D’Amato e ratificato dalle organizzazioni sindacali. L’importo di mille euro era previsto per tutte le unità operative Covid classificate come “rischio come elevato” “come riconoscimento per l’eccezionale attività svolta”.

Ci saremmo aspettati che tutto il personale del Coniugi Bernardini beneficiasse di tale premio in quanto ogni unità operativa al suo interno può essere classificata come U.O. Covid. Tale cosa non è accaduta, ora vogliamo delle risposte

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