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Palestrina, boom di accessi al pronto soccorso: tempi di attesa e carichi di lavoro. Tutti i numeri dell’ospedale


Riportiamo di seguito il monitoraggio civico di CittadinanAttiva presentato oggi

Nell’anno 2019 Cittadinanzattiva Lazio e la Società Italiana di Medicina di Emergenza-Urgenza (SIMEU) del Lazio hanno avviato un’iniziativa comune per mettere in evidenza i punti di forza ed i punti di debolezza del Pronto Soccorso – struttura pubblica del Servizio Sanitario Nazionale, aperta 24 ore al giorno, 7 giorni su 7 – con l’obiettivo di proporre congiuntamente soluzioni di miglioramento, convinti che il miglioramento per il cittadino sia al tempo stesso un miglioramento per l’operatore sanitario. 

E’ stato quindi svolto tra metà maggio e metà settembre 2019 un monitoraggio civico sui Pronto Soccorso del Lazio. 

Si intende per monitoraggio civico l’attività di raccolta di informazioni realizzata periodicamente dalla cittadinanza attiva attraverso interviste, questionari, griglie di osservazione. Il monitoraggio ha l’obiettivo di rilevare dal punto di osservazione del cittadino il funzionamento dei servizi e i problemi da sottoporre ad azioni di tutela per verificarne nel corso del tempo la soluzione. 

Il monitoraggio civico, che rappresenta in pratica una collaborazione tra le due organizzazioni, è stato avviato a partire dal mese di maggio 2019 e si è concluso nel mese di settembre del 2019. Sono stati coinvolti nella raccolta dei dati gli attivisti delle sedi territoriali e delle Assemblee territoriali di Cittadinanzattiva-Tribunale per i Diritti del Malato nonché i referenti territoriali della SIMEU. Il monitoraggio civico è stato svolto tra il 16 maggio ed il 20 settembre 2019: attivisti di Cittadinanzattiva, referenti SIMEU ed operatori sanitari, hanno contribuito su tutto il territorio regionale a “fotografare” la situazione dei Pronto Soccorso. 23 le strutture di emergenza urgenza che hanno aderito al monitoraggio civico, in 21 strutture era presente la componente di SIMEU.

Analizzando i dati dell’ospedale di Palestrina a cui fa riferimento tutto il territorio dei Monti Prenestini stupisce anzitutto il dato degli accessi. 30.710 accessi totali, un dato superiore a ospedali come quello di Terracina (fermo a 32.500 accessi) e a Dea di I livello come Civitavecchia (22.825 accessi) e il San Filippo Neri (31.251).

Guardando al rapporto tra i casi medico paziente, Palestrina, con 10 medici a disposizione, riporta un valore pari a 3.471, un numero che fa quasi paura se confrontato con altri ospedali romani e del Lazio. Risulta evidente che, accanto a investimenti di carattere tecnologico e all’innovazione di nuovi strumenti di gestione (come le app appena avviate nei PS di Rieti e del San Camillo di Roma per la comunicazione tra il servizio e i parenti in attesa) il primo e prioritario intervento riguarda l’area del personale sanitario quanto a numero di medici (e operatori sanitari) da impiegare in questo fondamentale servizio. 

 L’indagine civica ha permesso di osservare una serie di dati inerenti ai tempi di attesa. Nello specifico il numero medio di persone in attesa di valutazione al triage, il numero medio di persone in attesa di prima visita specialistica, il tempo medio di attesa per il primo accertamento, a seconda dei codici di priorità. 

In generale, si può attendere in media più di 141’ minuti per un codice bianco, più di 88’ per un codice verde e 51’ per il codice giallo. 

“Sulla base dei dati ufficiali di attività dei Pronto Soccorso, delle segnalazioni che Cittadinanzattiva tramite la rete Tribunale per i diritti del malato riceve – si legge nella relazione di CittadinanAttiva – e sulle problematiche legate anche alla carenza del personale sanitario, va affrontato in modo sinergico, complessivo e innovativo il tema dell’accesso ai servizi sanitari. 

Il rischio – si legge nella relazione – è quello di avere solo il Pronto Soccorso come punto unico di riferimento per i cittadini. 

Quello che fotografiamo oggi è il segnale chiarissimo di una difficoltà di accesso ai servizi territoriali, un uso probabilmente improprio al Pronto Soccorso, un’incapacità a fare da filtro in modo efficace per una serie di situazioni che potrebbero/dovrebbero essere gestite in altri luoghi. Le stesse situazioni di accesso da strutture tipo le RSA in Pronto Soccorso segnalate dai medici del Pronto Soccorso sono un esempio, un campanello di allarme della situazione che rischia di non essere correttamente governata, seguita, gestita”. 

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