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Palestrina e il suo palio “zoppo”: la polemica infinita di Sant’Agapito

A distanza 40 anni, dissidi e malumori tornano ad agitare l’organizzazione del Palio di Sant’Agapito di Palestrina, la più antica tradizione dei Monti Prenestini. Dopo un’attesa snervante durata mesi è arrivata l’ufficialità: l’edizione 2019 non avrà luogo, almeno non nelle modalità che tutti hanno imparato ad amare, con i giochi, le taverne e le sue tradizioni.

UNA STORIA TRAVAGLIATA

La festa nel “Dies Natalis” (giorno del martirio di Sant’Agapito) il 18 agosto fu celebrata con solennità fin dai primi anni del IV secolo e assunse particolare importanza dopo la soppressione definitiva dei culti pagani. Fu da sempre caratterizzata da corse di cavalli e a partire dall’alto medioevo da tornei e giostre cavalleresche organizzate anche in particolari occasioni come per le nozze della contessa Emilia signora della città (1050). I documenti ufficiali riportano una prima soppressione risalente al 1870 quando con l’annessione dello Stato Pontificio al Regno d’Italia, vennero cancellate tutte le corse di cavalli, i tornei e le giostre cavalleresche. La storia, almeno quella tramandata da chi l’ha vissuta, ci narra però anche una serie di continue interruzioni, contrasti e discussioni. Oggi, nonostante l’opera di mediazione del neo sindaco, la storia si ripete.

IL PALIO OGGI

Oggi i motivi della mancata organizzazione non hanno nulla a che fare con la religione, come successo nell’’800. La diatriba in corso sembra essere infatti tutta interna ai vertici del Magistrato del Palio di Sant’Agapito, l’ente ufficiale della manifestazione “orfano” dallo scorso anno del suo presidente e ora al centro di una contesa finita direttamente nelle aule di un tribunale. Sarà forse una sentenza a decidere quale sarà la sorte del palio, di certo urge una riforma di questa storica organizzazione come avvenuto già sul finire degli anni ’70. Per l’organizzazione invece l’attesa sembra essere finita.

Fino a qualche anno fa la città, in questo periodo, era vestita già a festa per annunciare a tutti la contesa tra i quattro quartieri storici Porta San Martino, Porta San Giacomo, Porta San Cesareo e Porta San Biagio che si preparavano ad accogliere i visitatori nelle taverne allestite per l’occasione. Oggi facendo un giro nei luoghi storici del palio, prevale un sentimento di rabbia e frustrazione tra i tanti giovani e appassionati di questa antichissima tradizione.

«C’è tanta delusione – dichiara Roberto Casale del quartiere Porta San Biagio. Come comitato abbiamo messo in campo tutte le nostre forze per arrivare a una soluzione ma non c’è stato nulla da fare. Non so se si poteva fare di più, l’anno scorso però grazie all’intervento del Comune, e in particolare del vicesindaco Magliocchetti, siamo riusciti a tenere alto l’orgoglio e restituire il palio alla città. Ora tutti ci chiediamo che cosa ne sarà del futuro».

Medesima la posizione del quartiere Porta San Giacomo, che in un comunicato diramato su Facebook ha espresso il proprio rammarico.

«Il nostro capitano/rappresentante – si legge nel testoha tentato in ogni modo di trovare soluzioni o compromessi. In alcuni momenti eravamo davvero gli unici a sperare e lavorare per realizzare, nonostante tutto, la nostra festa patronale. Invano. Possiamo affermare in tutta coscienza di aver tentato fino all’ultimo e dimostrato la massima apertura e disponibilità, al contrario di altri.
Quest’anno, soprattutto per noi, era importante scendere in Piazza con i nostri colori. Quest’anno era un anno speciale.
Non ce l’abbiamo fatta. Palestrina non ce l’ha fatta.
Nonostante la delusione – continua la nota – ci teniamo a ringraziare i giocatori che si sono allenati e si sono preparati, sperando fino alla fine in una svolta organizzativa. Gli stessi ringraziamenti vanno al capitano di porta e a tutte le persone che si sono prodigate, lavorando a tutte le attività collaterali che l’organizzazione del quartiere e delle squadre richiede”.

A fargli eco anche Claudia Scaramella e Matteo Minzocchi di Porta San Cesareo. «È una sconfitta per l’intera città, per noi il palio è Palestrina, pertanto non possiamo che esprimere tutto il nostro dispiacere per quanto sta accadendo».

LA FESTA RELIGIOSA

In questi giorni tanti volontari hanno iniziato l’opera di ripulitura della tomba di Sant’Agapito dove si terrà uno dei tanti riti previsti nel programma religioso. Ancora non è dato sapere se agli appuntamenti della fede verrà affiancato un programma civile. Molti ancora non vogliono credere che il palio non si farà, in fondo Sant’Agapito senza la scifa, la corsa delle conche, il tiro alla fune, che festa è? La speranza, come si dice, è l’ultima a morire, ma questa volta servirebbe davvero un miracolo.