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Poli e la terrazza su Fontana di Trevi: la nuova attrazione romana e i legami con il borgo dei Monti Prenestini

Poli e la terrazza su Fontana di Trevi: la nuova attrazione romana e i legami con il borgo dei Monti Prenestini


Una nuova attrazione romana fa il giro del Mondo: ecco il suo legame con i Monti Prenestini

A Roma c’è un palazzo che porta il nome di Poli, uno dei borghi più affascinanti dei Monti Prenestini, che è balzata al centro dei riflettori di tutto il mondo per la sua straordinaria vista e i suoi tesori.

All’interno di Palazzo Poli, che ospita l’Istituto della Centrale della Grafica di proprietà del Mibact, c’è un tesoro segreto: non solo meravigliose sale, ma anche una terrazza con un affaccio mozzafiato su Fontana di Trevi, forse il secondo monumento più famoso di Roma dopo il Colosseo. A Laura Larcan, giornalista del Messaggero, la direttrice dell’istituto Maria Cristina Misiti ha dichiarato che l’intenzione è quella di aprire al pubblico un percorso di visita che coinvolga le sale del piano nobile e anche la terrazza con il meraviglioso affaccio sulla fontana e su tutta roma, “visto che siamo in uno dei punti più alti della città”.

Ad oggi l’Istituto è aperto al pubblico solamente durante mostre ed eventi straordinari, ma l’idea, come detto è di trasformarlo in un vero e proprio museo. “Stiamo nella fase di studio della fattibilità, con la definizione degli interventi per la messa in sicurezza e un piano di accoglienza tra personale e biglietteria”, ha raccontato Misiti.

Palazzo Poli – che più propriamente dovrebbe chiamarsi Palazzo Conti di Poli – è un edificio storico di Roma, su cui venne a poggiarsi la costruzione della Fontana di Trevi, risultato di diverse fasi costruttive, sede dell’Istituto centrale per la grafica e del museo denominato Istituto nazionale per la grafica.

Dopo ulteriori ingrandimenti effettuati dalla famiglia Borromeo, eredi della proprietà Ceri, il palazzo fu acquistato nel 1678 da Lucrezia Colonna, poi sposa di Giuseppe Lotario Conti, duca di Poli, da cui il nome del palazzo. A lui, fratello del papa Innocenzo XIII, si devono altri importanti ampliamenti e l’acquisto degli edifici adiacenti al suo palazzo con fronti sulla piazza di Trevi: il palazzetto già Schiavo dei Carpegna e la casa dell’Arte della Lana, già Vitelleschi. Il duca Stefano Conti, figlio di Giuseppe Lotario, compì i lavori di ristrutturazione delle nuove parti inglobate, estendendo il palazzo ai definitivi confini, fino alla piazza di Trevi, fra il 1728 ed il 1730, poco prima dell’inizio dei lavori per la nuova fontana del Salvi nel 1732. 

(Foto Il Messaggero di Francesco Toiati)

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