Lorem ipsum dolor sit amet, consectetuer vitae adipiscing elit. Aenean commodo ligula eget ut, dolor. Aenean massa. Cum sociis pretium qui asem. Nulla consequat massa quis.

Post più letti

Iscriviti alla newsletter
[contact-form-7 404 "Non trovato"]

Poli, le fave e il miracolo di Sant’Antonio


Anche quest’anno il miracolo è avvenuto: tanti partecipanti per una tradizione che si rinnova di generazione in generazione

C’è un aspetto che rende la festa di Sant’Antonio a Poli più particolare e originale di ogni altra ai Monti Prenestini: il miracolo di Ponte Lupo. Si racconta che alla fine del 1.700 Giulio Pelliccioni, cittadino polese, sia scampato a una morte certa per intercessione del Santo. L’uomo, in sella a un cavallo e nel corso di un violento temporale, si ritrovò all’improvviso in una trappola, impossibilitato a varcare un ponte. Secondo le testimonianze, Pelliccioni iniziò a pregare chiedendo l’intervento del santo protettore degli animali, degli affamati e dei raccolti. Giurò che se avesse superato quella prova si sarebbe occupato di dare da mangiare ai bisognosi. Il miracolo avvenne e Giulio Pelliccioni mantenne la promessa. Ogni anno, in occasione della festa di Sant’Antonio, iniziò a distribuire a tutti una zuppa di fave (coltivate in gran quantità a Poli) e del pane (poi successivamente benedetto).

Scrisse il Cascioli (op. cit. pag.34).

Passando inavvertitamente su questo Ponte (il Ponte Lupo) Giulio Pelliccioni di Poli cavalcando il suo cavallo restò libero da certa caduta essendo impraticabile il viadotto per intercessione di S. Antonio Abate cui egli si raccomandò. In memoria di questo fatto, ogni anno, la famiglia faceva distribuire pane e minestra ai poveri.

Ancora oggi a Poli, durante la festa di Sant’Antonio, si mangiano le fave “pe’ divozzione”, un atto di fede ascritto alle tradizioni centenarie del borgo dei Monti Prenestini che viene tramandato di generazione in generazione dalla famiglia Pelliccioni.

“È davvero un’emozione ripetere ogni anno questo rito, in cui ognuno della nostra famiglia porta con sé un ricordo particolare – dichiara a Monti Prenestini Sandra Pelliccioni, discendente di Giulio. Non è soltanto un’usanza famigliare ma è una tradizione di un intero paese che ha legato a questo Santo della vita la sua stessa identità, come popolo di fedeli e lavoratori”.

Con il rito della distribuzione delle fave a Poli si danno il via ogni anno ai festeggiamenti, un appuntamento molto sentito da tutto il comprensorio tra sacro e profano. Stand gastronomici e intrattenimenti musicali allietano i numerosi visitatori. La processione degli animali e le Sante Messe tenute nelle varie chiese del centro storico scandiscono i momenti liturgici della festa. Alle 19,30 uno spettacolo di fuochi di artificio chiude i festeggiamenti.

“La festa di Sant’Antonio è il nostro passato che ritorna, una delle occasioni più solenni per manifestare la nostra fede cristiana e rispettare una tradizione centenaria che si tramanda di generazione in generazione – dichiara a Monti Prenestini il sindaco di Poli Federico Mariani. Per questo devo ringraziare il comitato organizzatore che, grazie a una serie di iniziative e al coinvolgimento di tanti giovani e non solo, onora una festa che costituisce le fondamenta della nostra stessa identità, che abbiamo il dovere di preservare e tramandarle alle future generazioni”.

??CONTINUA A RIMANERE INFORMATO: METTI MI PIACE ALLA NOSTRA PAGINA??

18 Gennaio 2020
Il grido di un’infermiera: «Sono profondamente offesa e arrabbiata”
20 Gennaio 2020
Hanno tra i 15 e i 25 anni e così vogliono cambiare Zagarolo

Leave a comment

Your email address will not be published. Required fields are marked *