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Progetto Auschwitz, a teatro per ricordare e non ripetere. Appuntamento a Palestrina


Progetto Auschwitz, nasce nell’universo sordo del campo di sterminio Auschwitz/Birkenau, quando la nostra associazione culturale – con alcuni suoi membri, fece visita in quei luoghi cinque anni fa.

“Quelli che non ricordano il passato sono condannati a ripeterlo.” (Frase scritta in 30 lingue nel campo di concentramento di Dachau)

Noi vogliamo ricordare per non ripetere. Così l’Allegra Brigata presenta Progetto Auschwitz, il prossimo spettacolo che andrà in scena in occasione della Giornata della memoria a Palestrina presso l’Auditorium Pierluigi di via delle monache, il 25, 26 (alla città) e 27 (scuole) gennaio. Di seguito la presentazione de L’Allegra Brigata.

Progetto Auschwitz, nasce nell’universo sordo del campo di sterminio Auschwitz/Birkenau, quando la nostra associazione culturale – con alcuni suoi membri, fece visita in quei luoghi cinque anni fa.
Lo sterminio è una dimensione inconcepibile in sé, e sembriamo incapaci di contenerne anche solo una vaga immagine. Ciò che conteniamo sono una serie di proiezioni costruite su immagini e nozioni distanti tanto da noi quanto dalla realtà vera dell’orrore diretto e quotidiano di quegli eventi. 

Così siamo partiti e abbiamo cominciato a leggere documenti, visionare filmati, atti del processo di Norimberga che colmò anche la lacuna giuridica, istituendola, della pena per crimini di guerra! 

Ci siamo anche detti che non è sufficiente ricordare per non ripetere gli errori. Anzi, in definitiva non serve in alcun modo se la memoria non è sorretta da un profondo moto di empatia umana. Ricordare, sulla base di informazioni acquisite, di feticci commemorativi, per la maggior parte delle persone non significa nulla se non un esercizio mnemonico da esibire, eventualmente, dove se ne possa trarre un qualche profitto di immagine. Ciò che può fare la differenza è un dolore interiore che succede o non succede. La memoria è viva quando scatta il dolore e quando in questo dolore si sprofonda senza pudore. Non è data una via di mezzo. 

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Il rasoio della verità della storia, il rasoio di un fatto che sarebbe impronunciabile in se stesso, che è sulla coscienza di tutta l’Europa e da cui non vi è riscatto, taglia l’umanità in due. L’unica speranza è che un giorno, a ognuno, all’improvviso, la coscienza del dolore giunga come una lama nel cuore, tremenda, intollerabile e profondamente umana. 

In questo modo abbiamo vissuto Progetto Auschwitz, nel segno di una memoria che se è di altri è anche mia, di una tragedia che nessuno esclude. Nel segno di un abbraccio che incurante di misere convenienze politiche e calcoli di partito corre con affetto infinito verso chi è lì come preziosa memoria viva di una moltitudine che non può neanche più piangere. 

(Per le scuole superiori e terze medie)
27 gennaio 2020 – ore 10.00 – Auditorium “Pierluigi”, via delle Monache 2. 

Offerta minima di € 5,00 ad alunno. Accompagnatori gratis. Disponibilità max 208 posti. (per la cittadinanza sabato 25 gennaio ore 21.00 – domenica 26 gennaio ore 17.30 – € 9.00) 

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