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Psicosi Coronavirus ai Monti Prenestini, mascherine introvabili nelle farmacie


Da Genazzano a San Cesareo è tutto sold out: ecco quali prendere e i consigli degli esperti

Da Genazzano a San Cesareo, anche ai Monti Prenestini è arrivata la psicosi del Coronavirus. Facendo un giro tra le farmacie del territorio, infatti, stanno per terminare (e in alcuni casi sono già terminate)  le scorte di mascherine per evitare il contagio del tanto temuto virus proveniente dalla Cina. Da stamattina presa d’assalto la farmacia comunale di San Cesareo tanto da aver costretto i titolari a esporre un cartello con su scritto “Mascherine terminate”.

Situazione simile alla farmacia di Zagarolo in corso Ungheria dove al momento in cui scriviamo sono rimaste dieci mascherine, ma la farmacista ci svela che queste sono “utili solo nel caso in cui chi ha un raffreddore vuole evitare di contagiare altre persone”. Secondo la dottoressa “le uniche mascherine efficaci per evitare il contagio coronavirus sono quelle dotate del filtro con valvola FFP3” . Anche la verifica in magazzino ha dato esito negativo, perché sono terminate le scorte al deposito.

“Federfarma Roma rassicura sulle notizie circolate ieri in merito alla mancanza di mascherine protettive nelle farmacie della capitale: “saranno presto di nuovo disponibili e non si registra una carenza di scorte nei magazzini dei rifornitori”.

“A richiederle – spiega Cesaroni responsabile comunicazione – sono soprattutto persone in partenza e dirette in aeroporto, oltre ai turisti. E’ scattata una sorta di psicosi, come gia’ accadde ai tempi della Sars, quando andarono esauriti in breve tempo gli igienizzanti per le mani”. Ad ogni modo, rassicura la responsabile Federfarma, “le mascherine dovrebbero tornare disponibili a breve, gia’ nelle prossime ore. Ogni farmacia, infatti, si rifornisce almeno da tre o quattro depositi diversi che effettuano le consegne due volte al giorno. Ed e’ impossibile che i magazzini abbiano gia’ esaurito le scorte”.

Così rispondono a Monti Prenestini i titolari della farmacia Pellegrino di via della Croce a Palestrina. “Sono andate a ruba e purtroppo i depositi dai quali ci serviamo sono a loro volta sforniti. Quindi non abbiamo la possibilità di riapprovviggionarci”

LO STRANO CASO

Comprare una mascherina per proteggersi dal rischio di contagio di coronavirus, aprire la scatola e scoprire che è stata prodotta… proprio a Wuhan, in Cina, focolaio dell’epidemia.

È successo a Lara, dipendente di una società che lavora all’aeroporto di Fiumicino. “Mi sono attrezzata per conto mio in una fase in cui tra allarmismi, fake news e molta confusione di informazioni, preferisco cautelarmi, indossandola”, come testimonia a Euronews. La mascherina è stata prodotta nell’aprile dell’anno scorso, quindi molto prima rispetto ai primi casi di contagio da coronavirus nella metropoli cinese, e distribuita in Italia da Farmac-zabban, azienda emiliana che però non ha voluto rilasciare alcuna dichiarazione. La curiosità era stata pubblicata lo stesso giorno anche da un blog specializzato in incidenti aerei.

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