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San Francesco D’Assisi ai Monti Prenestini. Bellegra celebra la cerimonia della lampada della pace fraterna

San Francesco D’Assisi e i Monti Prenestini, è un legame indissolubile quello tra il Santo Patrono d’Italia e questo territorio a sud di Roma di cui si innamorò nel 1223 nel suo viaggio verso il Sacro Speco di Subiaco. Nel suo passaggio sui Monti Prenestini si fermò a Bellegra in un’area boschiva detta «Capelmo-Antera» dove venne successivamente edificato l’attuale “Sacro Ritiro”.

Ogni anno per ricordare questo viaggio i frati francescani celebrano la cerimonia della lampada della pace fraterna, uno dei simboli e testimonianze del passaggio di San Francesco in queste terre. La lampada ha viaggiato nel territorio raggiungendo da Bellegra l’1 settembre le parrocchie di Rocca Santo Stefano, Olevano Romano, San Vito Romano e Pisoniano per tornare oggi nel Sacro Ritiro. Qui ad accoglierla c’era diversi amministratori locali dei Comuni partecipanti, il sindaco di Bellegra Flavio cera e diversi rappresentanti di ordini religiosi.

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“L’iniziativa è nata dieci anni fa” spiega al Sir padre Virgilio Maurizi, della fraternità di Bellegra, dove il convento francescano è legato alla memoria di una visita di san Francesco nel 1223, durante un suo viaggio verso il Sacro Speco di Subiaco. “Viene riproposta ogni anno in vista della festa di san Francesco. La lampada gira nei paesi vicini e resta una settimana in ogni parrocchia. C’è l’accoglienza con il sindaco del comune ospitante e poi vari incontri e momenti di preghiera. Il filo conduttore è il messaggio di papa Francesco per la Giornata mondiale della pace, che quest’anno riguarda l’accoglienza di migranti e rifugiati”. 

Al termine del rito è stato consegnato il fondo di solidarietà a favore del progetto francescano R.I.P.A. (Rinascere insieme per amore) di Valmontone dove si accolgono rifugiati e migranti nella persona di P. Domenico Domenici.


IL RITIRO DI SAN FRANCESCO

Il Sacro Ritiro o Convento di San Francesco di Bellegra, sorge a circa 2 Km dal paese in un fitto bosco di castagni detto «Capelmo-Antera». L’origine del Convento è legata alla visita di San Francesco d’Assisi al Sacro Speco di Subiaco nel 1223, quando si fermò per riposarsi nell’allora casa colonica di Monte Casale, appartenente agli stessi monaci sublacensi. Francesco restò colpito dalla cornice suggestiva nella quale era immerso il luogo, incastonato nel verde dei castagni e dei faggi della campagna simbruina. Giunto al Sacro Speco, dove ancora oggi si conserva un affresco riproducente la sua immagine, ebbe in dono il luogo ove sorge il Sacro Ritiro e vi si stabilì con i suoi frati. Testimonianze dell’importanza di San Francesco per la nascita del Convento di Bellegra ci arrivano dal cronologo benedettino Mirzio, monaco a Subiaco nel 1592 e dallo storico francescano a lui contemporaneo, Wadding. La Chiesa annessa al Convento ha le origini nel piccolo oratorio del primo Eremo Francescano (XIII sec.). Si giunse all’edificazione della prima Chiesa nella seconda metà del XV secolo, consacrata il 23 agosto 1489 da Mons. Cesare Nacci. Un primo ampliamento avvenne nel XVII secolo con l’edificazione di due cappelle, una dedicata a San Francesco e l’altra alla Madonna (chiamata ançhe di Santa Rosa), posta di fronte alla prima. Il Coro è anteriore a queste due cappelle, probabilmente contemporaneo alla costruzione della Chiesa, dalla quale è ora separato. Nel 1825 e nel 1915 due nuove cappelle vennero aggiunte alle altre; la prima dedicata al Beato Tommaso da Cori, l’altra in onore di San Teofilo da Corte. Nel XX secolo, per conferire maggiore importanza alla Chiesa rispetto al resto del complesso conventuale, fu operato un prolungamento della stessa. In occasione del VII centenario della morte di San Francesco, nel 1926, fu eretta l’attuale facciata in mattoni. A causa anche della mancata completa realizzazione del progetto iniziale, questo nuovo corpo di fabbrica appare scollegato dal resto della costruzione e non coerente con la semplicità del complesso conventuale. Prima del 1926, al contrario, la facciata, in accordo con lo spirito francescano, era molto semplice e solo pochi elementi evidenziavano all’esterno la Chiesa. Stretto da mura, si accede al Convento attraverso un portale con lo stemma francescano. Il chiostro ha arcate sui quattro lati, ai piani superiori si affacciano le celle. È stato allestito un piccolo museo dei ricordi con oggetti appartenuti ai numerosi religiosi, in odore di santità, e qui hanno soggiornato. L’interno della Chiesa, spoglia secondo le regole francescane, è dominato dal monumentale crocifisso ligneo, policromo (1694), posto sull’altare maggiore opera di Fra Vincenzo Pietrosanti.