Lorem ipsum dolor sit amet, consectetuer vitae adipiscing elit. Aenean commodo ligula eget ut, dolor. Aenean massa. Cum sociis pretium qui asem. Nulla consequat massa quis.

Post più letti

Iscriviti alla newsletter
[contact-form-7 404 "Not Found"]

Saulini, Speranza e Patrizi dai Monti Prenestini al servizio delle diocesi della Valle dell’Aniene e della Ciociaria

Saulini, Speranza e Patrizi dai Monti Prenestini al servizio delle diocesi della Valle dell’Aniene e della Ciociaria

Nell’Abbazia di Subiaco, la figura del vescovo per secoli coincise con quella dell’abate, prima commendatario e poi ordinario. Tuttavia le diocesi limitrofe avevano i propri vescovi diocesani, nominati ed ordinati dall’Apostolica Sede, come nel caso di Alatri, ove cionostante due vescovi, a distanza di un secolo l’uno dall’altro, radicavano le proprie origini nella diocesi abbaziale.

Il primo fu Mons. Pietro Stefano Speranza, nato a Veroli il 3 agosto 1730, ma da una famiglia di Trevi nel Lazio nella diocesi di Subiaco1. Egli divenne vescovo di Alatri nel 1777, indisse il sinodo diocesano nel 1790, e negli ultimi anni del suo governo subì l’invasione napoleonica, cercando di calibrare coraggio e diplomazia nei rapporti col comandante francese Bay, per l’interesse del territorio diocesano, al quale per volontà dello stesso Bay furono restituiti i beni ingiustamente sottratti dalle truppe napoleoniche. Mons. Speranza morì a seguito di una febbre nel 1802, lasciando dietro di sé il completo restauro della cattedrale di Alatri, l’ampliamento del seminario e l’edificazione dell’ospedale2. Il suo blasone è conservato nel duomo di Alatri. È uno stemma parlante che nella figura di un’ancora nel mare in tempestasormontata da tre stelle ad otto punte indica speranza e via di salvezza. Nel secolo successivo, il cav. Leone Speranza di Alatri avrebbe sposato Domitilla Patrizi di Bellegra, rafforzando l’unione tra due famiglie notabili del territorio abbaziale.

Il secondo prelato è Mons. Pietro Saulini nato a Bellegra il 20 marzo 1825, figlio di Pasquale Saulini e Maria Patrizi. La sua famiglia sarebbe diventata nota per una tradizione di incisori di cammei, con studio in via del Babuino a Roma. Per vent’anni ricoprì l’incarico di vicario generale di Veroli con titolo di Cameriere Segreto Soprannumerario di Pio IX dal 1864. Nel 1876 giunse l’ordinazione episcopale quale vescovo ausiliario di Tivoli e titolare di Rosea. Fin quando nel 1879 non fu nominato vescovo di Alatri, nella cui diocesi riformò il seminario estromettendo da esso i gesuiti e consegnandolo al clero secolare. Morì improvvisamente ad Alatri il 26 maggio 1887, avendo segnato la presenza di un ulteriore presule originario di Bellegra e collegato in linea parentale con la famiglia Patrizi.

Negli anni del governo di Mons. Saulini, la famiglia Patrizi si divideva tra la diocesi e la Curia Romana; Mons. Pietro Patrizi, già cappellano del Beneficio di Santa Maria della Pace a Bellegra, era uditore del cardinale vescovo di

1 Cf. Notizie per l’anno MDCCLXXXV. Dedicate all’Em.mo e R.mo Principe il sig. cardinale Pasquale Acquaviva d’Aragona Diacono di S. Eustachio, Roma 1785, p. 133. Mons. Speranza nacque a Veroli, ma la famiglia era originaria di Trevi, nella diocesi abbaziale di Subiaco (cf. G. Jannuccelli, Memorie di Subiaco e sua Badia, Genova 1856, p. 424).
2 Cf. “Diario Ordinario” 157 (3 luglio 1802), pp. 15-18.

page1image30464000

Palestrina e officiale della Congregazione del Concilio, mentre il nipote, il futuro Mons. Nazareno Patrizi, moveva i primi passi verso il presbiterato nel Seminario Minore Prenestino, nel prosieguo di una tradizione familiare al servizio della diocesi e della Curia Romana.

Davide Bracale

20 Ottobre 2019
STORIE – L’uomo delle Barbie
20 Ottobre 2019
San Vito Romano, città dell’olio: domenica la camminata tra gli olivi

Leave a comment

Your email address will not be published. Required fields are marked *