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Spunta l’idea di un nuovo impianto rifiuti a Colleferro


Si tratta di un Compound, ma il sindaco dice no: “I rifiuti di Roma non li vogliamo”

“Abbiamo detto a Lazio Ambiente che non daremo mai un terreno del Comune di Colleferro per realizzare un compound dove arriveranno anche i rifiuti di Roma”. Lo ha detto il sindaco di Colleferro, Pierluigi Sanna, nel corso di una conferenza stampa indetta nel Palazzo della Città Metropolitana di Roma dal gruppo consiliare di centrosinistra Le Città della Metropoli. “Se si tratterà di un impianto che serve gli 8/9 Comuni che fanno parte del Consorzio ci ragioniamo, ma se il progetto è per un impianto che serve a Roma i terreni non li faremo mai- ha aggiunto Sanna- A quel punto ci facciamo un impianto per il Consorzio Minerva. Lazio Ambiente e Ama hanno una società insieme, la Ep Sistemi, allora questo impianto lo facesse Ep Sistemi a Roma, in un terreno dentro la città”.

Un’emergenza elettorale e non sanitaria. Per questo Virginia Raggi, a pochi mesi dal voto a Roma, ha deciso di scaricare sui comuni della ex Provincia il problema rifiuti della Capitale. E’ la lettura che i consiglieri metropolitani del centrosinistra hanno dato rispetto a quanto sta accadendo in questi ultimi giorni, in particolare dopo l’ordinanza della sindaca di Roma, nei suoi panni di sindaca della Città Metropolitana, per la riapertura della discarica di Albano. “In questi 5 anni Raggi ha accumulato un tasso di assenze del 90% qui in Consiglio- ha detto il presidente del gruppo Le Città della Metropoli, Federico Ascani- e invece ha agito come sindaca metropolitana con un’ordinanza che contrastiamo fortemente. L’aspetto grave è che questa emergenza è stata creata perlopiù dall’incapacità del Comune di Roma di gestire il ciclo dei rifiuti. Pensiamo solo alla questione della raccolta differenziata, che vede la Capitale indietro rispetto ai comuni virtuosi della città metropolitana”. Il prezzo più alto attualmente lo sta pagando Albano, in attesa di vedere riaprire una discarica chiusa da 5 anni: “Roma non ha un’emergenza dichiarata- ha attaccato il sindaco Massimiliano Borelli- Non siamo davanti a una situazione straordinaria, contingibile e urgente ma a un evento causato da qualcuno con responsabilità politiche e amministrative chiare. Emerge con evidenza che il problema è trovare una soluzione elettorale al problema ‘monnezza’, perché spostare i rifiuti in una determinata zona significa perdere consensi li’ ed ad Albano non si vota mentre a Roma si’… Da parte della nostra comunità ci sarà tutta l’opposizione immaginabile, perché non è possibile questa aggressione nei confronti del nostro territorio”.

Prima di Borelli, ci era passato Pierluigi Sanna. Il sindaco di Colleferro due anni fa aveva visto riaprire la discarica del comune castellano per accogliere i rifiuti di Roma: “Raggi e’ immobile sulla differenziata come il semaforo dell’imitazione di Prodi che faceva Corrado Guzzanti e poi chiede solidarietà a tutti gli altri comuni- ha ironizzato Sanna- E’ inaccettabile pensare che siamo dei fessi da tirare a turno per la giacchetta, questo significa strumentalizzare il ruolo di sindaco metropolitano per buttare fuori da Roma i suoi problemi. Chi ha saputo organizzare il ciclo dei rifiuti non può sopperire a chi si è comportato da cicala. Dobbiamo resistere ancora qualche mese, la liberazione e’ molto vicina”. Per il sindaco di Fiumicino, Esterino Montino, “Raggi non ha le carte in regola per fare quell’ordinanza, perché non è fertile. Il problema dei rifiuti di Roma c’è da almeno 5 anni e la percentuale di raccolta differenziata e’ rimasta la stessa di quando e’ iniziato il mandato dell’amministrazione 5 Stelle. In più, non c’è un’emergenza conferimenti perché la Regione continua a sfornare ordinanze per fare inviare l’immondizia della Capitale negli impianti del territorio regionale. Siamo contrari alla riapertura della discarica di Albano, perché i problemi ambientali che avevano portato allo stop ai conferimenti non si risolvono con un’ordinanza, ma siamo disponibili a una discussione seria sugli impianti a Roma”. L’ex assessore capitolino ha ricordato che “Roma ha circa 55mila ettari di territorio agricolo non urbanizzato e libero da costruzioni: è impossibile che non ci sia una località dove fare un impianto. Si tratta un’operazione di carattere elettorale e questo non possiamo permetterlo”.


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