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STORIE – I 93 anni di Carlo Riccardi, da Olevano Romano alla Dolce vita

Da Olevano a fotografo della Dolce vita e artista indiscusso numero della scena europe. Carlo Riccardi, il fotografo prediletto di Fellini e di Flaiano, compie 93 anni. Fu il primo a riprendere Greta Garbo giunta a Roma inseguita dal “Toscanini americano” Leopold Stokovski ; testimone di una Via Veneto scomparsa: col Rosati sostituito da una banca; con la Libreria Rossetti adesso negozio di pellami.

Riccardi, in quegli anni, gira per Roma a bordo di una Topolino e grazie alle soffiate di un cugino, barista in Via Veneto, riesce ad arrivare sempre in tempo per fotografare i protagonisti della Dolce Vita”: Tyrone Power che festeggia con gli amici sulla terrazza dell’Hassler l’addio al celibato; uno scatto per rivelare la gelida rivalità di Gina Lollobrigida per Virna Lisi e uno per rivelare la statica tristezza di De Chirico in guerra con fratello Savinio.

Pochi, infatti furono coloro che sfuggirono all’obiettivo di Riccardi ma in una dimensione diversa. Colti, cioè, in atteggiamenti legati alla loro personalità e non alla posa da copertina. E questo fino alla autoironia del grande Totò “che stava diventando cieco” che, per vantarsi con Eduardo, si improvvisa paparazzo e fotografa Riccardi con una piccola Canon. E’ lì, su quei marciapiedi, che diventano la passerella di scrittori, giornalisti, attori, re e regine, che si consolida la sua fama di paparazzo. Un paparazzo atipico però: libero dalla fretta e soprattutto uomo di parola. Quella fretta, grande vizio o peccato, per taluni addirittura pregio, che caratterizza il fotoreporter di cronaca.

Così il figlio Maurizio ha voluto ricordarlo in un post su Facebook.

Auguri al mio figlio-padre di 93 anni, un uomo di piccola altezza ma con un’immensa statura morale è un cuore immenso. E’ nato il 3 ottobre ad Olevano Romano ( il suo cuore è la sua tavolozza vengono da quella generosa terra,
come il vino e la straordinaria forza degli Olevanesi).
Poi con la famiglia si trasferì a Roma dove inizia la sua carriera di foto pittore,

Nel 1944 lui aveva solo 18 anni: parlava inglese e un Italo-olevanese, fotografava gli americani da poco arrivati a Roma, risiedeva in un dormitorio pubblico e, come si legge sul tesserino di lavoratore civile firmato dal Gen. Liston, faceva le “photo” e le dipingeva con le aniline. Accanto a lui Federico Fellini che disegnava le caricature. Ha conosciuto Re, Regine, Papi, vescovi, politici, presidenti italiani e stranieri, ma è rimasto sempre Carletto, fotografa e dipinge dagli anni 50. Un Pittore ed Artista fantastico, scomodo a quella critica che deve incasellare gli artisti in settori, generi, luoghi, tempi e frequentazioni, lui ha sempre stravolto queste ritualità. Oggi 93enne è ancora un Geniale Terremoto di Idee, mi stupisco di come riesca a vedere avanti e prevedere tante cose scavalcando i problemi, le malattie ecc. Pur avendo conosciuto e avuto per amici, attori, vip, nobili, Papi e politici è sempre stato un uomo, attento ai problemi della gente.

Umile, ma determinato, mi ha sempre detto ricordati degli ultimi ci fanno sempre ritrovare qualcosa che nella nostra vita abbiamo lasciato per strada, ci riportano nel mondo reale. “Rispetta le persone, non importa se poveri o ricchi, tutti sono ricchi della loro storia e dei loro ricordi e tutti possono insegnarti qualcosa. Ascolta, fotografa, documenta, si è essere umani solo se si ascolta e si ricorda, chi non mantiene la memoria non costruisce il futuro ma vede solo se stesso riflesso nell’acqua di un fiume che passa”.

Auguri Papà
Maurizio

(foto facebook)

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