Un viaggio continuo alla ricerca delle radici di una terra, dei suoi valori e delle sue intime connessioni.

Post più letti

Iscriviti alla newsletter
[contact-form-7 404 "Non trovato"]

STORIE – Luca Litrico, a Zagarolo il sarto “giramondo”. Una tradizione di famiglia

È una storia che si ripete quella di Luca Litrico e la sua famiglia di sarti famosi in tutto il mondo. Luca ha negli occhi la luce di chi ama il proprio lavoro e nelle mani l’esperienza di chi, da sempre, ha vissuto nell’ambiente dell’alta moda maschile. Parlare con lui è come fare un bel viaggio nel passato, in quell’Italia fatta di stile ed eleganza, che ci ha reso unici e riconoscibili nel mondo. Osservarlo mentre crea le sue collezioni, ti fa apprezzare l’unicità del prodotto artigianale italiano, e vederlo partire per le più diverse destinazioni del modo per realizzare un abito su misura, ti fa capire quanto lui ami quello che fa.

UNA TRADIZIONE DI FAMIGLIA

 Luca che è cresciuto fra rocchetti di filo, scampoli di tessuto e amore e passione per quello che si fa. Ha anche avuto il privilegio di vedere uomini come Mastroianni o Gassman mentre si facevano “cucire addosso” i loro abiti. Un uomo fortunato che ha avuto uno zio ed un padre che non solo gli hanno trasmesso la maestria dell’alta sartoria maschile, ma che lo hanno fatto crescere in quel mondo degli anni 50/60 che hanno segnato lo stile italiano nel mondo. In quegli anni durante la presentazione della moda italiana in Russia, Litrico viene invitato a partecipare, con i suoi modelli, assieme alle case di moda femminile. Nikita Krusciov, segretario del partito comunista sovietico, che conosceva l’arte sartoriale di Litrico grazie ad un cappotto che Angelo gli aveva regalato, in previsione del suo viaggio negli Stati Uniti commissiona a Litrico un guardaroba completo, comprese le scarpe. La “famosa scarpa” che nel corso dell’Assemblea delle Nazioni Unite del 1960 Krusciov si tolse e batté con forza sul tavolo per protesta, era una scarpa firmata “Atelier Litrico”. In America i giornalisti, abituati all’ineleganza russa, chiedono a Krusciov chi sia il creatore dei suoi vestiti sartoriali. Egli risponde che, ai fini del disgelo, si è servito di un sarto italiano di nome Litrico. Angelo, che in quel momento si trova negli Stati Uniti per una manifestazione di moda, viene rintracciato e centinaia, tra giornalisti e riviste di tutto il mondo, parlano di lui (escono articoli in 37 diverse lingue). Da quel momento fu chiamato il sarto che, con le proprie forbici, tagliò la cortina di ferro. Da questo momento inizia una carriera di successo che vedono Angelo a servizio del mondo del cinema e della politica. Moltissimi personaggi famosi si avvicinano ad Angelo e al suo atelier: ad esempio, artisti come Manzù, Carpi, Consagra, D’Orazio, Mastroianni, Caron, Greco, Cagli, Guttuso; poeti come Rafael Alberti, Quasimodo, Ungaretti; direttori d’orchestra come Schippers, Sinopoli, Caracciolo, Pani, Gelmetti; attori, registi, cantanti come Richard Burton, John Houston, Rossano Brazzi, Amedeo Nazzari, Vittorio Gassman, Domenico Modugno; uomini di Stato e politici quali Kennedy, Tito, Perón, Pertini, Nasser, Leskol, Gronchi, Leone, Re Hussein, Eisenhower, Mac Milian, Nixon, Kubitschek, Andreotti, Colombo, Preti, Morlino, Tanassi, Malfatti.

Angelo Litrico muore a Roma il 13 marzo 1986. I suoi continui viaggi di lavoro intorno al Mondo gli valsero l’appellativo di Sarto “Globe-Trotter” dell’Abbigliamento Maschile. Ciò ha costituito per la sartoria il vantaggio di una visione universale della moda.

LA SARTORIA OGGI

Luca ha assorbito completamente la visione e la filosofia dello stile LITRICO riadattandolo per essere comunque contemporaneo. Reinterpretando costantemente la società, riconoscendo le esigenze sempre diverse dell’uomo moderno, Luca Litrico continua a creare abiti caratterizzati da “quel quid” che rende ogni suo capo unico ed inconfondibile”. Ogni collezione, prodotta interamente in Italia, è caratterizzata dall’impiego di materiali nuovi e ricercati, raffinati, necessari per la realizzazione di modelli unici per bellezza e qualità. Luca Litrico inoltre traendo ispirazione per le sue nuove creazioni dalle collezioni del padre Franco e dello zio Angelo, riadattondole però ai tempi moderni, si dedicò anche a ricomporre tutti i pezzi della storia della sartoria, premi, fotografie, dediche di VIP e Capi di Stato, collezioni, album di rassegna stampa, video di sfilate, bozzetti etc. che nel corso degli anni e nei diversi traslochi erano stati riposti in vari depositi e magazzini. Con un lavoro enorme e molti sacrifici di Luca e sua moglie Stefania prese forma un vero e proprio Archivio Storico che nel Novembre 2008 viene dichiarato dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali come patrimonio nazionale di “Interesse Storico Particolarmente Importante”.

Luca lascia Roma e sposta il quartier generale della Maison di Alta Moda Maschile nella storica Villa di Zagarolo acquistata da Angelo negli anni ’60. Da quel momento indossa nuovamente le vesti di sarto Globe Trotter che gli aveva trasmesso lo zio Angelo e comincia un meticoloso e curato servizio di Alta Sartoria Maschile a domicilio in tutto il Mondo che darà alle sue creazioni quel tocco di esclusività ed unicità che i tempi ed i Clienti odierni richiedono.

Nel 2013 Luca Litrico concentra le sue attenzioni sul mercato Russo nel quale le ns. radici hanno una lunga storia e tradizione (la prima sfilata in terra russa nel 1957 fu la nostra) e sigla un importante accordo di collaborazione con il magnate russo Emin Agalarov, aprendo il primo atelier estero al centro di Mosca, atelier che riveste un ruolo di primaria importanza strategica e prestigio nel segmento del lusso. Luca ancora oggi si reca a Mosca ogni 20 giorni per vestire la propria Clientela esclusiva Russa.

??RESTA SEMPRE AGGIORNATO: CLICCA MI PIACE ALLA PAGINA MONTI PRENESTINI QUI SOTTO??