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Tra Olevano e Bellegra: viaggio nell’agricoltura biodinamica delle cantine Riccardi Reale

In dieci anni si sono distinti nel Lazio e in tutto il Centro Italia per la qualità delle produzioni e l’innovazione introdotta nelle coltivazioni delle biodiversità. Oggi le Cantine Riccardi Reale di Olevano Romano sono diventate un’eccellenza nell’agricoltura biologica e biodinamica.

È la storia di Piero e Lorella, registi Rai, da sempre appassionati di vino e oggi tra i primi produttori nella Terra del Cesanese di Olevano Romano. L’azienda è nata nel 2010 dal desiderio di conservare a Bellegra una terra che era stata prima dei nonni e poi dei genitori di Piero, di salvaguardarne la sua straordinaria biodiversità vegetale e animale. Quel sogno oggi è diventato realtà e oggi la coppia Riccardi-Reale è diventata un esempio da seguire, un riferimento per chi vuole intraprendere la strada del biologico e del biodinamico.

Ogni settimana l’azienda ospita una visita di mezza giornata di gruppi, scuole e clienti esteri appassionati di questo “nuovo mondo”. Anche Monti Prenestini era presente, un’occasione utile per conoscere una storia di eccellenza del nostro territorio.

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“Siamo considerati produttori di vini naturali – ci spiega Lorella Reali – ma come diciamo sempre, la nostra agricoltura che rispetta la terra, che non danneggia la nostra salute e rispetta quella di chi sceglie i nostri vini, ci permette di produrre “vini culturali”. Noi infatti – aggiunge – pensiamo che è una questione di cultura il rispetto del pianeta e di quello che ingeriamo per vivere. Abbiamo dimostrato che con un’agricoltura sana anche il nostro vino Cesanese più semplice e noto, il Collepazzo, può diventare un vino d’invecchiamento. E anche le guide ci riconoscono apprezzamenti. Il nostro Collepazzo 2013 riceverà il massimo riconoscimento, le 4 viti della guida Vitae dell’A.i.s. 2020 con ben 5 anni di bottiglia”.

Oggi in azienda sono arrivati i giovani del progetto SPROUT “Germogli di inclusione” della Regione Lazio e della Cooperativa Selva Grande di Montelibretti,  ragazzi dai 18 ai 30 anni, che si affacciano per la prima volta a questo mondo per una prospettiva di lavoro futuro. 

Accompagnati da Camilla Malgarini, la visita è iniziata a Colle Pazzo a Olevano Romano, dove l’azienda possiede la maggior parte dei vigneti e dove c’è la D.O.C. del Cesanese di Olevano Romano. I vigneti di Colle Pazzo sono attualmente oggetto di una ricerca dell’Università di Udine e della Associazione Vinnatur, per la loro straordinaria biodiversità, la conservazione storica della flora e della fauna, la presenza di erbe e impollinatori. La passeggiata è proseguita a 800 mt s.l.m. a Bellegra, dove si trova la prima vigna della storia dell’azienda, cosiddetta ‘eroica’ perché su muretti a secco, con piante di vitigno Rosciola a piede franco. I ragazzi hanno degustato alcuni vini in cantina e parlato delle pratiche non invasive a realizzare vini d’annata. La visita è terminata con la degustazione di prodotti biologici e tipici del territorio.

“Prossimamente riceveremo il gruppo di vinofili e sommelier di Ateneo del Gusto – annuncia Lorella – e a dicembre un gruppo di chef americani che hanno conosciuto i nostri vini a New York e sono desiderosi adesso di conoscere chi li produce. Chiunque vuole visitare l’azienda per conoscere i vini e la nostra agricoltura biologica e biodinamica può scriverci per avere maggiori informazioni a info@cantinericcardireale.it”.

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