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“Una scuola non uguale per tutti”. Lo sfogo di una mamma di San Cesareo


Genitore di un figlio affetto da autismo. La lettera aperta

Sono la mamma di un bimbo affetto da autismo. Pur sapendo che le normative covid non rendano complessa l’organizzazione per la riapertura del nuovo anno scolastico, poniamo le seguenti problematiche.

La campanella suonerà veramente anche  per i Ns ragazzi  il 14 settembre ?  Vi sarà il personale necessario ad accogliere appieno Ns figlio – docente di sostegno ed aec – senza i consueti ritardi e o a cambi continui di personale? Purtroppo spesso leggiamo che il personale che dovrebbe ruotare intorno ai Ns figli stiano manifestando disagio psicologico e conseguente resistenza nel lavorare con ragazzi senza mascherina. Una paura forse accresciuta dalla regione Lazio di sottopporre unicamente i ragazzi con disabilità al test seriologico come se disabilità  fosse sinonimo di fragilità. Eppure sappiamo che in Ministero ha previsto  per le stesse dispositivi supplementari, quali per esempio visiere e  mascherine con filtro.

Ma sopratutto si ha realmente in mente quali siano le reali esigenze dei Ns ragazzi per rendere meno traumatico tale rientro ?

A tal fine siamo a richiedere nella settimana precedente alla riapertura dell’anno scolastico-  7- 11 settembre- la possibilità  di far prendere visione a Ns figlio il Nuovo plesso scolastico, essendo in passaggio di grado, di apprendere per tempo le nuove modalità di entrata e di uscita, i nuovi orari e le nuovi insegnanti al fine di  memorizzare tutte le nuove informazioni e di prepararlo adeguatamente. 

Forse si è sottovalutato, che anche magari entrare ed uscire da due entrate diverse, avere percorsi obbligati, l’aver magari negati  degli spazi prima accessibili al bimbo e che magari costituivano la sua routine. – ma questi vogliono essere solo degli esempi- costiutiscono dei cambi forti di routine per dei ragazzi che vivono di routine e schemi.

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Cosa si sarebbe potuto fare e o organizzare ? 

Talvolta anche l’invio di materiale fotografico inerente la nuova organizzazione, i volti, gli orari ci possono essere utili ad anticipare tante problematiche.

Se parlo di mio figlio l’assenza di una accoglienza idonea a cui si venga ad aggiungere un’ipotetica assenza e o copertura idonea  del personale di riferimento o un possibile cambio delle stesse figure aggraverebbe un già difficile reinserimento sociale per l’innescarsi e o il rafforzarsi di comportamenti, problema poi difficili da debellare successivamente. Per tal motivo i Ns ragazzi debbono entrare ed avere a disposizione fin dal 14 il loro personale di riferimento.

L’isolamento del Lockdown per i Ns figli si è tradotto in alienazione, sono stati privati dell’unico momento di socializzazione la scuola, sono stati per mesi senza terapie, hanno perso tutte le loro abitudini destabilizzandoli completamente. Appare quindi evidente che mai come in questo avvio di anno scolastico ai Ns ragazzi si debba prestare massima attenzione, per Loro rientrare nelle routine, riavere il confronto con i pari, riaffrontare il mondo che spesso gli fa paura, e molti sono stati ben lieti di nona vere tale confronto.

Altro problema poi risulta la modalità con cui si svolgerà tale didattica: in presenza, a distanza, mista. Mi auguro che i Ns ragazzi siano messi in condizione di recuperare il tempo perduto e che pe ri Ns ragazzi si preferisca la didattica in presenza.

Se penso a Ns figlio sarebbe altamente destabilizzante e controproducente frequentare una settimana si una no, oppure due giorni si e due no per esempio…  sia perchè perderebbe l’aspetto di socializzazione sia perchè i continui cambi di routine sono impossibile e da sostenere e da coordinare con le terapie.

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Il mio augurio è che in una nuova ipotetica emergenza non verremmo più lasciati soli e che tutto sia stato programmato per tempo..

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