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Caso Valerio Frijia, una nuova pista tra dubbi e misteri

Caso Valerio Frijia, una nuova pista tra dubbi e misteri

Il caso di Valerio Frija, il 15enne morto a Labico in circostanze misteriose il 15 gennaio di un anno fa, grazie anche alla partecipazione di numerosi cittadini, amici e famigliari si arricchisce di nuovi particolari. Secondo una prima versione, Valerio si sarebbe diretto verso i binari della ferrovia dove sarebbe poi stato trovato morto a piedi, percorrendo poi i binari dove avrebbe incontrato la morte per ragioni sconosciute. Ora però spunta la pista di un burrone, dove gli stessi famigliari alcune settimane fa hanno ritrovato alcuni oggetti personali. È allo stesso racconto di alcuni testimoni sulla pagina Facebook Giustizia e verità per Valerio a fornire questi nuovi particolari.

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«Una mattina abbiamo deciso di percorrere un sentiero che si trova dietro a uno dei parchi principali di Labico, dove Valerio e i suoi amici si vedevano sempre. Questo sentiero macabro e nascosto si trova sopra la ferrovia. Abbiamo trovato dei resti di fuochi come se fosse stato bruciato qualcosa per occultare dei vestiti o delle prove. Magari potevano essere collegati alla morte di Valerio ma nessuno ha mai approfondito su questo. A un certo punto arriviamo su un punto dove non c’è nessun tipo di barriera, la vegetazione sembrava come se fosse stata schiacciata da qualcosa di pesante e data alle fiamme. A picco circa 15 metri più sotto ci sono i binari del treno direzione Cassino dove Valerio è stato investito. Da qui si apre un mondo, il giorno dopo raggiungiamo i binari in corrispondenza di quella sporgenza e troviamo l’accendino clipper di Valerio che è stato riconosciuto da un suo amico e il pacchetto di Camel Blue che Valerio mostra in una foto poco prima di morire».

Anche per la polizia “si ipotizza una caduta del corpo di Valerio in corrispondenza di quel burrone”, ma l’ipotesi resta il suicidio. Sono state le testimonianze di amici ed ex fidanzate a indirizzare involontariamente le indagini verso questa tesi.

Ma ci sono ancora altri elementi da chiarire, a cominciare dal suo telefonino andato distrutto a 00:29.  Il treno Intercity Roma-Lecce che investirà quel povero corpo passa però alle 00:40 con esattamente 10 minuti di ritardo. Valerio è stato aggredito? Nessun elemento o segno di violenza sembrerebbe emerso dall’autopsia eseguita sugli oltre mille resti ritrovati sui binari. Tanti perché ancora senza una risposta, la speranza è che chi ha visto qualcosa parli davvero per dare una verità a questa triste vicenda.

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