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Palestrina, carenze di posti letto: “sospesi i ricoveri in ospedale”: è emergenza


La misura riguarda anche gli altri 4 ospedali dell’azienda sanitaria e rappresenta un unicum nell’intera regione nell’ambito del «Piano di interventi urgenti per il periodo invernale ed il sovraffollamento in Pronto Soccorso»

Le ormai croniche carenze dell’ospedale di Palestrina denunciate anche ieri nel monitoraggio civico di CittadinanAttiva (LEGGI QUI) finiscono per paralizzare l’attività ordinaria dei reparti. Il risultato è che l’Asl Roma 5 in vista del picco influenzale ha bloccato fino al periodo di emergenza i “ricoveri di elezione in regime ordinario dei reparti di Medicina, Chirurgia e Ortopedia”. La misura riguarda anche gli altri 4 ospedali dell’azienda sanitaria e rappresenta un unicum nell’intera regione nell’ambito del «Piano di interventi urgenti per il periodo invernale ed il sovraffollamento in Pronto Soccorso». 

Il problema non è certo nuovo e riguarda la cronica carenza di posti letto e così in periodo di emergenza si corre agli estremi rimedi dicendo in sostanza ai pazienti di andare da altre parti. A Palestrina ad esempio mancano due terzi dei posti letto. La stessa Asl in un recente rapporto ha denunciato che “può contare su 431 posti per acuti a fronte dei 1.320 che dovrebbe avere sulla base del fabbisogno della propria popolazione”.

Il risultato è che specie in questo periodo aumenta il pendolarismo sanitario. Ci saranno dunque ricoveri solo per casi acuti e oncologici, tutti gli altri dovranno arrangiarsi, nel senso che non c’è alcun servizio di “sostituzione”: bisogna cercare “in giro”.

Secondo il rapporto di CittadinanAttiva già  l 74,4% dei degenti residenti nel territorio dell’Asl Roma 5, nel 2018 si è dovuto rivolgere agli ospedali di altre aziende. L’ospedale di Palestrina “vanta” (per così dire) anche un altro primato: . 34.710 accessi totali al pronto soccorso, un dato superiore a ospedali come quello di Terracina (fermo a 32.500 accessi) e a Dea di I livello come Civitavecchia (22.825 accessi) e il San Filippo Neri (31.251). Guardando al rapporto tra i casi medico paziente, Palestrina, con 10 medici a disposizione, riporta un valore pari a 3.471, un numero che fa quasi paura se confrontato con altri ospedali romani e del Lazio.

Risulta evidente che, accanto a investimenti di carattere tecnologico e all’innovazione di nuovi strumenti di gestione (come le app appena avviate nei PS di Rieti e del San Camillo di Roma per la comunicazione tra il servizio e i parenti in attesa) il primo e prioritario intervento riguarda l’area del personale sanitario quanto a numero di medici (e operatori sanitari) da impiegare in questo fondamentale servizio. 

Nei giorni scorsi CittadinanAttiva ha avuto un importante incontro con il segretario regionale dell’associazione per stabilire una strategia comune con tutte le altre forze sindacali e chiedere il rispetto dei diritti dei malati. I sindacati hanno già inviato una “letterina di Natale” alla direzione con le richieste urgenti (LEGGI LA LETTERA). I Comuni, per ora, dopo la grande mobilitazione dello scorso 25 ottobre (GUARDA IL VIDEO), stanno alla finestra e attendono nuove decisioni nella speranza che Babbo Natale porti sotto l’albero delle novità importanti.

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